di Manuela 25 Marzo 2020
Just Eat

Anche il settore del cibo a domicilio si attiva per aiutare nei confronti del Coronavirus: Just Eat dona all’ospedale di Bergamo 50 centesimi per ogni ordine fatto sulla piattaforma di food delivery. L’iniziativa sarà attiva solamente nelle giornate di giovedì 26 e venerdì 27 marzo.

Praticamente per ogni ordine fatto su Just Eat, in qualsiasi parte d’Italia, ecco che verranno donati 50 centesimi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in modo che sia possibile acquistare nuove attrezzature mediche. Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia, ha spiegato che l’azienda ha voluto accogliere in questo modo l’appello lanciato la settimana scorsa dal Dipartimento di Medicina dell’Ospedale.

L’obiettivo sarebbe quello di riuscire a superare i 50mila euro, permettendo così l’acquisto di apparecchiature per la ventilazione, per la terapia intensiva e anche di dispositivi per la protezione individuale.

Oltre a questa iniziativa, prosegue anche “Piatto buono – Contro lo spreco alimentare”: insieme ad altri ristoranti partner, vengono effettuate consegne a domicilio solidali negli ospedali di Milano inizialmente (ma poi il servizio verrà esteso). Lo stesso servizio verrà attivato per le famiglie e la comunità di Caritas Ambrosiana in modo da sostenere chi si trova in situazioni di difficoltà.

In pratica è un piatto a sorpresa che viene realizzato partendo da prodotti freschi e invenduti o da materie prime in eccesso o prossime alla scadenza. Per ogni Piato Buono a sorpresa comprato, ovviamente scontato, ecco che ne verrà donato uno a comunità o case accoglienza, grazie anche alla collaborazione con Caritas Ambrosiana.

Inoltre per evitare contatti fra persone, per tutti gli origini pagati con carta di credito o PayPal, è attiva la consegna Contactless: la consegna avverrà mantenendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Just Eat ha anche fatto sapere che è in corso d’opera la distribuzione di mascherine e guanti ai rider, così come l’attivazione del supporto economico per i rider contagiati dal Sars-Cov-2.