Tutte le novità di Cibus 2018

Cento aziende in più rispetto alla scorsa edizione, per un totale di 3.100 espositori presenti, e 5.000 metri quadri in più, in una fiera che di metri quadri ne occpupa 135.000. È Cibus, il Salone Internazionale dell’Alimentazione, ormai alle porte.

Per chi non la conoscesse, parliamo della fiera biennale sull’agroalimentare, edizione numero 19, che dallo Spazio Fiere di Parma si fa portavoce delle nuove tendenze e raduna visitatori professionali da tutto il mondo; quest’anno ne sono attesi 80.000.

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Formaggi, salumi, spumanti, dolci, farine speciali, preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali: sono questi i prodotti italiani che presentano maggiori tassi di crescita, secondo Federalimentare e Osservatorio CibusExport. Le richieste dei consumatori sono sempre più orientate su alimenti salutistici, cibi pronti e prodotti molto differenziati per fasce di prezzo, sia premium che low cost.

Si parlerà anche di questo al Cibus Innovation Corner, nuova area dedicata all’innovazione, animata da dibattiti e riservata a 100 prodotti che rappresentano il cambiamento. Qualche esempio? Bevanda vegetale con riso nero Venere, polenta in tazza da preparare al microonde, stracciatella snack, liquore di carota, mozzarella in crumble per la pizza e il drink energetico con canapa sativa.

[Per mangiare sano e bio spendiamo il 47% in più]

Oppure il condimento a base di aceto balsamico e mora, il panettone farcito di zucca, il garum (salsa liquida) di tonno, il ragù alla bolognese vegano, la ‘nduja vegetale e tantissimi piatti pronti, ma in versione gourmet, “cruelty free”, senza glutine o lattosio.

Ma l’innovazione di prodotto sarà solo uno dei temi affrontati: nei molti convegni si parlerà di prevenzione agli sprechi, fake news alimentari, nuove frontiere del marketing nei punti vendita, effetti negativi dell’italian sounding, prodotti dal nome e dalle sembianze italiane che italiani non sono.

Noi ci saremo, per curiosare tra i 1000 nuovi prodotti di questa edizione e per intervistare i principali protagonisti nello stand B 041: se avete intenzione di venire, passate a trovarci.

In caso, non perdetevi Cibus Off, il fuorisalone, che dal 5 al 13 maggio proporrà nel cuore di Parma cooking show, convegni e degustazioni incentrate sulle specialità parmensi e non, affiancati da aperitivi, concerti e animazioni per bambini.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

30 Aprile 2018

commenti (2)

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  1. Avatar Paolo ha detto:

    Avevamo appena finito di parlare della nuova legge francese riguardante le denominazioni, e ora compare… il ragù alla bolognese vegano!
    Rido fortissimo

    1. Concordo. E quando uscì la ‘nduia vegana 🙁 chiesi via twitter all’azienda “a chianca”, che pubblicizzava questa cosa, il perché. Non nascosi il fatto di essere onnivoro ed antivegano, ma al tweet di maggio e poi a quello di giugno del 2016 non ricevetti alcuna risposta.
      Si vede che l’educazione è di origine animale…e i vegani non possono utilizzarla.
      Riguardo al ragù alla bolognese vegano; non è questione di “ci sono anche le ossa di morto e non c’è presenza né di ossa né di morto”, come da commento all’articolo sulla legge francese citato da Paolo, ma semplicemente chiamarlo condimento vegetale (o vegano) non è sufficientemente accattivante? Evidentemente il marketing vegano ha deciso di no. E ora torno a mangiare il mio salume di maiale nero dei nebrodi.