Coca Cola sospende le ricerche “scomode” che finanzia?

Sarà vero che Coca Cola sospende le ricerche “scomode” che finanzia? La notizia arriva da un gruppo di scienziati ed è stata ripresa da numerose testate giornalistiche, fra cui anche Gizmodo.com. Secondo questo team, Coca Cola stipula contratti con diverse università degli Stati Uniti e del Canada per finanziare studi. Fin qui nulla di strano se non fosse che i suddetti contratti potrebbero garantire all’azienda la possibilità di bloccare e nascondere i risultati “sfavorevoli” delle ricerche da lei stessa finanziati. Il che andrebbe contro i principi e gli impegni relativi a una scienza senza restrizioni e, soprattutto in questo caso, trasparente.

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall’Università di Cambridge, ha analizzato migliaia e migliaia di pagine di documenti avuti tramite la FOIA (Freedom of Information Act: si tratta di una legge che garantisce la libertà di informazione e anche il diritto di accesso ad atti amministrativi). Ebbene, pare che nei contratti di Coca Cola destinati al finanziamento delle ricerche ci siano delle clausole precise che garantirebbero alla società la possibilità di vedere in anteprima i risultati degli studi finanziati. Una volta visionati, tali clausole permetterebbero anche a Coca Cola di bloccare gli studi scomodi, senza fornire ragioni, ottenendo pure il possesso dei dati ritenuti sfavorevoli.

Lo studio in questione è stato pubblicato sul Journal of Public Health Policy. I ricercatori, tuttavia, hanno ritenuto opportuno specificare che mancano delle prove tangibili che attestino che Coca Cola abbia effettivamente sospeso delle ricerche da lei stessa finanziate. Gli scienziati, infatti, hanno deciso di pubblicare comunque lo studio perché ritengono che il concetto fondamentale sia sottolineare il fatto che la Coca Cola abbia il potere e la capacità di bloccare gli studi che non rispondono alle sue esigenze.

Ma di cosa trattano gli studi finanziati da Coca Cola? Solitamente sono inerenti il settore della nutrizione e dell’attività fisica. I ricercatori ritengono che, avendo la possibilità di stoppare gli studi scomodi, vengano nascoste informazioni importanti sulla salute pubblica. Ovviamente sul sito di Coca Cola, l’azienda ribadisce che sono gli scienziati ad avere il controllo delle ricerche e che la società non può impedirne la pubblicazione. Ma è proprio questo il busillis indicato dai ricercatori: con le particolari clausole dei suoi contratti, Coca Cola potrebbe agire sugli studi prima della loro pubblicazione. Adesso bisognerà vedere come risponderà Coca Cola a questa indagine: in fin dei conti prove concrete non ce ne sarebbero.

A dire il vero non è certo la prima testimonianza del genere. Il BMJ ha pubblicato a gennaio un report nel quale sosteneva che l’azienda avrebbe influenzato silenziosamente per anni la sanità pubblica cinese per quanto riguardava il problema dell’obesità, organizzando anche conferenze piene di scienziati finanziati dal settore che sostenevano l’idea che l’esercizio fisico fosse essenziale per combattere l’obesità (in realtà l’esercizio fisico è ottimo per manternersi in salute, ma non per perdere peso). Come finirà questa storia?

[Crediti | Gizmodo.com]

Avatar Manuela

9 Maggio 2019

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