Il vino sarà in crisi e le cantine saranno piene di bottiglie invendute, ma sul valore di certi pezzi forti enologici si può sempre contare: è quello che deve aver pensato la banda di malviventi che nella notte tra il 16 e il 17 settembre ha messo in atto un colpo gobbo nel cuore delle langhe, a Monforte d’Alba, ai danni della celebre cantina Conterno Fantino, situata a Bricco della Ginestra.
Un colpo da professionisti
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Secondo le ricostruzioni, l’azione sarebbe iniziata intorno alle ore 23:58, con i soliti ignoti che sono riusciti a trafugare oltre tremila bottiglie di pregiato vino Barolo. Un bottino ingente, che comprende le annate 2021 e 2022, tra cui etichette simbolo dell’azienda come il Vigna Sorì Ginestra, oltre a formati speciali come le bottiglie magnum da 1,5 litri e eroboam da 3 litri. Il valore complessivo della refurtiva è stimato in centinaia di migliaia di euro.
Dalle prime indagini e dall’analisi delle immagini della videosorveglianza emerge un piano studiato nei minimi dettagli. I componenjti della banda, tre o quattro persone vestite di nero con il volto coperto da passamontagna e guanti scuri, sono giunti sul posto a piedi facendosi strada tra i vigneti circostanti. Per introdursi nel magazzino dell’azienda senza attivare i sistemi di allarme, i ladri avrebbero sfruttato una finestra laterale sprovvista di sensori di sicurezza e, una volta all’interno, il primo malvivente ha potuto aprire i varchi d’accesso ai complici.
L’operazione all’interno della struttura si è protratta per circa tre ore, durante le quali i furfanti enofili hanno dimostrato di sapere esattamente come muoversi e cosa cercare: per movimentare i carichi di bottiglie, i ladri hanno impiegato i due muletti di proprietà della cantina, maneggiando la refurtiva con destrezza, avendo anche la cura di riposizionare i due carrelli elevatori esattamente al loro posto originale prima di concludere la razzia.
I malviventi hanno sfruttato le attrezzature della cantina anche per la fuga, impossessandosi di due furgoni aziendali su cui hanno caricato le oltre tremila bottiglie trafugate. I ladri hanno poi spinto i furgoni a mano e a motore spento per una distanza compresa tra i 100 e i 150 metri lungo il viale d’accesso, in modo da non destare sospetti ed evitare rumori nella notte. Piano riuscito, visto che i proprietari non si sono accorti di nulla durante il colpo. Solo dopo aver raggiunto la strada principale, la banda ha acceso i motori per far perdere le proprie tracce.
Al momento né i responsabili del furto né le bottiglie rubate sono stati rintracciati. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Compagnia di Bra e la Procura della Repubblica, che stanno esaminando le registrazioni della videosorveglianza alla ricerca di elementi utili per identificare i membri del commando, la cui organizzazione suggerisce un’azione eseguita da professionisti o su commissione.
