Questione di numeri, in poche parole. Il disciplinare del Culatello di Zibello cambia per la prima volta nella sua storia: a darne annuncio, com’è chiaro, è lo stesso Consorzio di Tutela, che racconta le modifiche di cui sopra come propedeutiche a un risultato di “eccellenza assoluta”.
Tra le novità più rilevanti spicca il peso massimo alla marchiatura (ovvero 10 mesi), che passa dai 5 agli ora attuali 6 chilogrammi – passo, spiegano dal Consorzio, che intende andare incontro a una tendenza sempre più viva tra i produttori: una stagionatura più lunga, compresa tra i 36 e i 48 mesi, così da esaltare ancora più i sapori del prodotto finale.
Sale, marchiatura, numeri
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“La maggior parte del prodotto viene venduto intorno ai 20 mesi, ma gli associati stanno optando per stagionature sempre più lunghe, fino ai 36-48 mesi”. A parlare è Romeo Gualerzi, presidente del Consorzio. Insomma: il dado è tratto, e occorre dunque riaggiustare le maglie. L’idea dietro la modifica proposta, spiega ancora Gualerzi, è quella di partire “da un prodotto più grasso e quindi più pesante”. Una trovata che permette al Culatello di mantenere un “grado di morbidezza fondamentale”.
Sono numerosi i parametri ritoccati o rivisti o aggiornati. Su tutti si nota il valore relativo al sale: “Nelle lunghe stagionature il prodotto ha una disidratazione maggiore di quella stimata inizialmente” prosegue Gualerzi. “Ecco perché la percentuale minima di cloruro di sodio è passata da 3,40 all’attuale 2,8″. E poi?
Poi c’è la rivoluzione al metodo di controllo legato alla materia prima: nel disciplinare aggiornato i controlli genetici sulla filiera – il nostro protagonista, lo ricordiamo, è prodotto a partire da allevamenti situati in Emilia-Romagna e Lombardia – sono del tutto digitali, così da migliorare la tracciabilità degli animali.
Questo è quanto, dunque. Oltre al nuovo disciplinare, il Consorzio può anche festeggiare il record messo a segno nel 2024, dove il valore del preaffettato ha superato il 50% della produzione annua per la prima volta: su 73.550 culatelli sigillati ne sono stati destinati ben 38.004 (51,6%). Tra gli altri dati spicca la mole del flusso di export (25%) e il fatturato complessivo di 18,5 milioni di euro.
