Torna Saboris Antigus, la manifestazione gastronomica della Trexenta e del Sarcidano (due territori della Sardegna centro-meridionale, nell’entroterra cagliaritano) che racconta la sapienza gastronomica sarda nel modo più interessante, cioè raccontando le persone che la custodiscono.
Quest’anno sono arrivati alla 13esima edizione, dal titolo “Gusto e Territori. Protagonisti in prima persona”, una specie di approfondimento del concetto espresso in tutte le edizioni passate, e cioè che il sapere è una questione di donne e di uomini e delle loro decisioni. Al centro quest’anno ci sono le famiglie, custodi delle ricette antiche, i piccoli produttori, e soprattutto i giovani, che decidono di rimanere nell’Isola.
“Saboris Antigus dimostra come la valorizzazione delle produzioni locali possa diventare uno strumento concreto di sviluppo dei territori”, ha dichiarato agli organizzatori Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano.
Come funziona Saboris Antigus
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La manifestazione si snoda in diverse cittadine del territorio e a ognuna è dedicato un giorno, dal 25 ottobre a Gergei a Mandas il 20 dicembre; in tutto sono 9 comuni coinvolti: Gergei, Selegas, Serri, Siurgus Donigala, Gesico, Suelli, Guasila, Nurri e Mandas.
Ogni comune costruisce una giornata nel proprio centro storico, usando il cibo come filo conduttore ma mettendo insieme gastronomia, artigianato, antichi mestieri, cultura e musica. Durante la manifestazione si può assistere alla preparazione del pane, dei saponi, dei formaggi secondo la tradizione isolana. Nei ristoranti si organizzano pranzi e cene a tema e degustazioni legate ai prodotti del territorio e al tema annuale. C’è poi la parte più propriamente spettacolare: gruppi folkloristici, bali sardi, spettacoli itineranti, mostre, e visite guidate. Il cibo diventa un viatico per accedere alla cultura locale.
L’accesso alla manifestazione è libero, e alcune attività richiedono la prenotazione.
Cercare nel passato significa trovare il sapere comune mediterraneo
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C’è sempre anche un’apertura ad altri territori, perché il Mediterraneo era una grande comunità e ricordarsi della sua centralità è sempre una buona idea. Quest’anno il gemellaggio sarà con la turca Smirne.
Il dialogo tra Sardegna e Smirne parte da quello che gli organizzatori definiscono un patrimonio mediterraneo comune: agricoltura e produzioni locali, cultura del vino e dell’olio, tradizioni gastronomiche, comunità e trasmissione dei saperi. L’idea è quindi quella di mettere in relazione la Trexenta e il Sarcidano con una grande città mediterranea, andando oltre le produzioni locali e parlando anche di cultura e di promozione del patrimonio territoriale. Smirne è inoltre il primo laboratorio al mondo del progetto Cittaslow Metropolis, nato per portare la filosofia del “buon vivere” delle piccole città dentro una grande metropoli, lavorando nei quartieri su sostenibilità, partecipazione dei cittadini e qualità della vita.
Il percorso di questi gemellaggi è cominciato nel 2024, quando per la prima volta Saboris Antigus ha coinvolto un territorio straniero, Creta, mettendo a confronto le due isole attraverso prodotti e preparazioni che raccontano una storia gastronomica comune: il grano, l’olio d’oliva, il pane, le lumache e soprattutto il chodro cretese, una preparazione a base di grano grosso e latte acido che ricorda la fregula sarda. Nel 2025 è stata la volta della Dalmazia, con un gemellaggio che ha portato a Gesico anche le tradizioni dell’isola di Brač, dal Brač Vitalac, preparazione a base di interiora di agnello cotte allo spiedo, alla torta Hrapoćuša, il dolce tradizionale di Dol, fatto con frutta secca e dalla superficie che ricorda la roccia dell’isola.

