di Manuela 22 Giugno 2020
lievito

Tornando a parlare di consumi, al momento l’industria del lievito è preoccupata per il calo di vendite. Durante il lockdown la richiesta di lievito da parte dei consumatori è schizzata alle stelle, tanto che il settore ha dovuto impegnarsi al massimo per riuscire a soddisfare la domanda.

Soprattutto durante la Fase 1 Fase 2, gli italiani si sono gettati sul cibo e sulla cucina casalinga, rispolverando le loro ormai dimenticate capacità culinarie e hanno letteralmente fatto incetta di lievito per preparare pizza, pane e dolci.

In pochissimi giorni la richiesta di lievito era aumentata così tanto che i supermercati e i negozi al dettaglio hanno dovuto razionare il lievito rimasto, anche per evitare accaparramenti sconsiderati. Le aziende sono state obbligate a incrementare i ritmi di lavoro per riuscire a garantire le forniture. Pensate che, durante i primi mesi del 2020, la domanda di lievito è cresciuta del 170%.

Solo che adesso, finito il lockdown, c’è stato un calo fisiologico nelle vendite (tradotto: gli italiani, dopo la prima euforia del momento nel prepararsi la pizza a casa, hanno deciso che quella della pizzeria andava più che bene). Ma non solo: ora il settore è seriamente preoccupato per la diminuzione dei consumi e per le difficoltà dell’Horeca, fattori che di sicuro peseranno anche sul settore del lievito.

Per ques to motivo l’industria del lievito ha deciso che, da adesso in poi, lavorerà a 360 gradi per combattere le fake news, fare corretta informazione sul prodotto e concentrarsi sulla sostenibilità. Il consumo di lievito sta tornando alla normalità, ma dopo il lockdown, è un ingrediente che non dovrà mai più essere sottovalutato: la filiera del lievito vuole che il suo valore venga riconosciuto.