di Luca Iaccarino 26 Giugno 2018
gelati confezionati

Producendomi grande sconforto, i miei figli preferiscono i gelati industriali a quelli artigianali. Hanno sei e otto anni e li capisco: i prodotti delle fabbriche sono più colorati, più facili da mangiare, hanno un packaging accattivante, un sacco di malizie –da quelli con gli smarties a quelli a forma di razzo– e sono dolcissimi.

Proprio come piacciono a loro.

Non li biasimo, dunque, anche se ci rimango male tutte le volte che passo davanti a una gelateria super-buona e loro mi trascinano al bar a fianco a prendere un cono pressofuso con il KitKat dentro.

[Il Test sulle vaschette di gelato del supermercato]

Mentre loro ordinano mi soffermo di fronte al tabellone dell’Algida o della Sammontana e in un momento proustiano mi ritornano in mente tutti i gelati industriali della mia gioventù.

Quali erano? Vado a memoria, in ordine sparso:

– ghiacciolo;
– Cucciolone;
– Cornetto;
– Coppa del Nonno;
– Gran Biscotto;
– Calippo;
– Pinguino;
– Ricoperto;
– Cremino.

Ricordo che a un certo punto invidiavo ad altri bambini una “bomboniera” che faceva molto chic, poi ho ben presente l’arrivo del mio gelato preferito di sempre, il Solero Ice, e a un certo punto il totale imperialismo culturale del Magnum che giunse negli stabilimenti balneari come un carro armato.

Incuriosito, dunque, l’altro giorno mi metto a guardare uno di questi cartelloni e scopro che non c’è una sola novità rilevante rispetto a venti, trenta, quasi quarant’anni fa: i gelati quelli erano, quelli sono.

[La classifica 2016 dei gelati confezionati più buoni]

L’ultima vera svolta è stata la linea Magnum, mi pare. Ma è mai possibile che da allora nessun genio chiuso in un laboratorio di una multinazionale abbia avuto un’altra pensata?

Su, dai, tutti i nostri figli sono affamati di novità: industria gelatiera, è giunta l’ora di darsi da fare!

commenti (9)

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  1. Avatar Hamburghese ha detto:

    Colpa del terrorismo sull’olio di palma e dei prezzi oramai alle stelle.

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Vero, da almeno 15 anni non si vede nulla di nuovo.
    Da adulto che ricerca qualità la cosa non mi pesa, ma per un giovane penso sia davvero strano.

  3. Avatar Salvo ha detto:

    Algida è ancora partner di dissapore come l’anno scorso ?

  4. Avatar Avviatura ha detto:

    Kuanto ti pacano la BigIceCream?! VERGONGNIA1!!1!!1!1!1

  5. Avatar Avviatura ha detto:

    Che poi, parlando seriamente, il punto di partenza del Magnum altro non è stato che un Cremino “rinforzato”, a mio modo di vedere.
    Strano, piuttosto, che nessuno abbia azzardato una qualche combinazione “salata” o differente rispetto ai gusti classici: c’è anche da dire che in Italia siamo parecchio “conservatori”, se così si può dire.

  6. Avatar Giuseppe ha detto:

    Perché spendere nella ricerca quando ora la maggior parte dei giovani hanno il gusto standardizzato.

  7. Avatar wario ha detto:

    …e il twister? il winner/winner taco?
    il fiordifragola? il liuck? il conopalla?!! e i gelosuccosi con il tabellone dei gelati illustrato da Jacovitti!?

    1. Avatar Mau ha detto:

      Gli anni 80 non torneranno mai più. Cerco ancora qualcuno che mi dica quale piccola azienda in quegli anni realizzava una specie di “calippo” al caffè e al cioccolato. Vorrei mandargli litri delle mie lacrime al solo ricordo di quella goduria.
      P.S. ripeto non era Eldorado, parlo di una piccola azienda locale, forse siciliana (?) e il tubo in questione aveva un colore predominante bianco se non ricordo male.

  8. Avatar Jo Pistacchio ha detto:

    Il gelato industriale, in Italia, è in crisi da anni.
    Si salva quello @home con le confezioni multipack che a listino arrivano anche a 30-40 euro al kg (offerte escluse).
    La ricerca Unilever l’ha trasferita in UK, lì saranno meno fantasiosi basta vedere i gelati confezionati in vendita in Germania.
    Le persone vanno “educate” ad una sana alimentazione fin da piccoli 😉