di Manuela 30 Marzo 2020
Circuito da lavoro

Ancora un’azienda che si reinventa a causa del Coronavirus: Circuito da lavoro cambia produzione e passa dalle divise per chef stellati a mascherine. Il settore del food al momento non se la sta passando bene a causa del fatto che ristoranti, bar e locali sono chiusi. Ma Fabrizio Silvestri e Laura Bottomei hanno deciso di non mollare.

La loro azienda è famosa perché produce divise per chef stellati e personale del mondo della ristorazione. Avete presenti le divise dei cuochi amatoriali di Family Food Fight, il nuovo coocking show di Sky? Ecco, sono loro a farle. Però adesso il settore food è fermo, quindi cosa fare? Fabrizio Silvestri ha deciso di non chiudere anche per riuscire a garantire uno stipendio a tutti i dipendenti.

Da qui l’idea: tecnicamente l’azienda è specializzata sia nel settore dell’abbigliamento professionale per il food che per la sanità. Così Laura Bootomei, stilista e moglie di Fabrizio, ha pensato di riconvertire la produzione: al momento stop alle divise e spazio alle mascherine. Nei magazzini, infatti, hanno già un tesuto sanitario corredato di certificazione di qualità.

Così ha disegnato un modello di mascherina che rispettasse le norme e ha anche dato un nome a questa linea di mascherine: Crown (corona in inglese). Si tratta di una mascherina fatta in un tessuto lavabile anti polvere, realizzata al 100 in cotone Indanthrene (che è solido al cloro). Laura Bottomei ha specificato che non si tratta certo di un dispositivo di protezione adatto ai medici e al personale sanitario, ma è ideale per tutti gli altri.

Questa mascherina, infatti, è realizzata con il medesimo tessuto usato per le divise dei medici in sala operatorio. Inoltre non è usa e getta, ma è igienizzabile e disinfettabile, quindi lo si può usare più volte.

Il che è sensato: anche quando la fase acuta dell’emergenza Coronavirus sarà passata, molto probabilmente bisognerà continuare ad indossare dispositivi di protezione individuale soprattutto quando si andrà in uffici o luoghi pubblici. E anche il personale che serve la clientela non potrà farne a meno, ivi inclusi chef e camerieri del settore della ristorazione.