di Manuela 28 Febbraio 2020
ecommerce

A causa del Coronavirus nelle regioni rosse in quarantena si è registrata un’impennata delle vendite online. Nelle province in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto funestate dall’epidemia del virus Covid-19 si è notato un picco nelle vendite e-commerce con riferimento alla settimana fra il 17 e il 23 febbraio. A fornire i dati è IRI, agenzia che elabora informazioni di mercato su largo consumo, Shopper e Retail.

Secondo i dati di IRI, a fronte del fatto che negli ultimi mesi l’ecommerce aveva registrato uno stabile 40%, ecco che nella settimana scorsa si è avuto un aumento del 58,3% per quanto riguarda le vendite online, sia per i retailer che si occupano esclusivamente di ecommerce, sia per gli operatori tradizionali che lavorano anche nell’ecommerce (ma non solo).

Le vendite maggiori si sono registrate nel weekend: fra lunedì e venerdì c’è stata una crescita normale, ma dal pomeriggio del 21, quando il panico ha cominciato a dilagare, ecco che gli ordini verso i vari siti di ecommerce di largo consumo sono schizzati alle stelle (tanto che anche il sito per gli ordini online di Esselunga è andato in tilt). Tale crescita ha raggiunto il suo picco sabato 22, registrando un +101%.

Ma non finisce qui: nell’ansia da fine del mondo che si era scatenata nel weekend scorso, ecco che la maggior parte dei consumatori ha optato per un ritiro immediato presso il punto vendita (scordandosi così che nel corso di un’epidemia radunarsi tutti in un unico punto non è una mossa saggia, ma in questi giorni abbiamo notato una certa mancanza di coerenza negli italiani).

Tuttavia secondo Angelo Massaro, Amministratore delegato di IRI Italia, è degno di nota il fatto che in una situazione di emergenza i consumatori abbiano cercato di sfruttare tutti gli strumenti che la tecnologia e gli operatori del settore mettono a disposizione. E sottolinea come domenica 23 febbraio i prodotti di largo consumo acquistati online e ritirati direttamente presso i punti vendita siano più che raddoppiati segnando un +205,4% rispetto all’anno precedente, passando dall’incidenza media del 6% a quella del 14% (totale delle vendite).