di Valentina Dirindin 5 Luglio 2020

Gli impianti di lavorazione della carne sono ancora una volta sotto accusa dopo che in Brasile oltre mille persone si sono ammalate di Coronavirus.

Dopo il focolaio in un mattatoio che ha costretto la Germania a un nuovo parziale lockdown, ora anche il Brasile affronta il problema delle condizioni sanitarie degli impianti in cui si lavora la carne. Le autorità dello stato del Mato Grosso del Sud hanno infatti imposto uno screening di massa per i dipendenti di due impianti, dove sono stati registrati dei focolai. Il primo riguarda un impianto di lavorazione della carne suina della Jbs (il più grande produttore di carne al mondo, di cui abbiamo di recente parlato per la novità produttiva degli hamburger vegetali), dove almeno 1075 dipendenti sono risultati positivi al Coronavirus. Il secondo focolaio brasiliano riguardante i mattatoi si è registrato in un impianto per la lavorazione del pollame della Brf, il primo esportatore al mondo di carne avicola.

Gli impianti colpiti si trovano entrambi a Dourados, nel Mato Grosso del Sud, ma il problema della diffusione del virus negli impianti alimentari, specialmente in quelli che si occupano di carne, sembra essere diffuso. Un problema che potrebbe avere un ulteriore impatto sull’industria globale della carne, già fortemente colpita dalla crisi legata alla pandemia di Covid-19 (non a caso, la carne vegetale ha avuto in questi mesi una forte spinta di mercato).

[Fonte: Agi]