Cosa dice la BBC nel suo reportage sull’obesità infantile in Italia

Siamo ai primi posti per l'obesità infantile, abbiamo appena promulgato una legge intelligente sulla questione e nelle scuole ci sono programmi controversi, tra cui quello di Valter Longo.

Cosa dice la BBC nel suo reportage sull’obesità infantile in Italia

D’estate gli inglesi si interessano di più all’Italia e, dopo il reportage su come mangiare da noi, ora parlano del sovrappeso infantile che colpisce soprattutto il Sud Italia.

Il reportage è interessante, anche se si limita a raccontare solo un paio di storie: quella di un ragazzo di 17 anni che pesa 170 kg e abita nel quartiere popolare di Ponticelli, a Napoli, e quella di un paio di scuole, una primaria e una secondaria, sempre del capoluogo partenopeo, in cui si lavora per una maggiore consapevolezza alimentare e per ottenere spazi dedicati allo sport più consoni di quelli che si trovano negli edifici scolastici del nostro Paese, che sono datati e spesso storici e difficilmente rimaneggiabili per le esigenze moderne. Niente di non condivisibile, ovviamente, anche se l’articolo mette una lente di ingrandimento su una realtà che di per sé non rappresenta tutta l’Italia, in cui invece le cosiddette almond mum (quelle che hanno sempre con sé uno spuntino di frutta secca per evitare i cibi ultraprocessati) sono una realtà dilagante.

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La BBC riporta i dati secondo cui, in alcune aree della Campania, oltre il 40% dei bambini di otto e nove anni è in sovrappeso. Il quartiere di Ponticelli, alla periferia di Napoli, si è guadagnato l’invidiabile primato di una delle capitali mondiali dell’obesità infantile. Inoltre, oggi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i bambini italiani sono tra i più in sovrappeso d’Europa.

L’articolo, tuttavia, espone un fatto che è più interessante degli esempi proposti, che di per sé sono forti, ma necessariamente limitanti. Il fatto è che nel 2025 l’Italia è diventata il primo Paese ad approvare una legge nazionale che riconosce l’obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante. Inoltre – e qui sta il punto – anziché considerarla semplicemente il risultato di cattive scelte individuali, la nuova legge riconosce che l’obesità è una malattia cronica influenzata da fattori biologici, ma anche ambientali e sociali. Cioè conta dove cresci e in che contesto sei inserito. E spesso – lo sappiamo – nelle nostre famiglie e nei contesti sociali un po’ fané siamo vittime di due automatismi: chi ti vuole bene ti dà da mangiare e, se sei paffutello, sei in buona salute.

Il lavoro di Valter Longo sull’obesità infantile in Italia

dieta mediterranea

Tra le voci citate dalla BBC c’è anche Valter Longo, biogerontologo italiano, direttore del Longevity Institute della University of Southern California e tra i maggiori studiosi al mondo dei rapporti tra alimentazione, digiuno e longevità. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, è noto al grande pubblico italiano anche per la collaborazione con l’epidemiologo Franco Berrino.

«La dieta mediterranea tradizionale è andata perduta», afferma il dottor Valter Longo alla BBC. «Solo il 10% degli italiani la segue davvero.» Longo riassume l’alimentazione degli italiani di oggi con quella che definisce la dieta delle «cinque P»: pizza, pasta, patate, proteine e pane.

In una scuola secondaria di Napoli, gli studenti entrano in aula per partecipare a un laboratorio sulla nutrizione organizzato dalla Fondazione Valter Longo. Il programma fa parte di un’iniziativa regionale per contrastare l’obesità infantile. Nei prossimi mesi coinvolgerà oltre 17.000 studenti di 25 scuole e anche le famiglie riceveranno un sostegno per modificare le proprie abitudini alimentari.

La Campania è diventata un laboratorio per mettere in pratica la nuova filosofia esplicitata dal legislatore e si stanno avviando una serie di interventi, di cui alcuni controversi, tra cui una sperimentazione della cosiddetta “dieta mima digiuno”. Non tutti i medici sono concordi, anche perché il cibo durante l’infanzia e l’adolescenza è spesso legato anche alla sfera emotiva. Tuttavia, Valter Longo sostiene da anni il digiuno e la restrizione calorica come fonte di salute, sulla base di studi scientifici pubblicati sulle riviste accademiche nel corso degli ultimi trent’anni.

I ricercatori stanno reclutando 300 adolescenti in sovrappeso, che ogni tre mesi seguiranno per cinque giorni una dieta controllata: 1.100 calorie il primo giorno e 770 calorie nei quattro giorni successivi, un regime così restrittivo da assomigliare a un digiuno.

L’impressione è che, nonostante le ottime premesse, intervenire solo sugli adolescenti e non su tutto il contesto possa non essere efficace e, soprattutto, che sia abbastanza distante dal buon principio sancito dalla legge. Come al solito, la risposta migliore sarebbe diffondere una nuova cultura, con tutti i mezzi e in tutti gli ambienti possibili. Il che è sempre molto difficile.

 

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