di Valentina Dirindin 30 Ottobre 2020
maldive - ph. Pixabay

Non ha ancora una fine la tragica vicenda che ha visto morire quest’estate un  giovane cuoco di Aviano, in provincia di Pordenone, annegato per cause sconosciute mentre era alle Maldive per una vacanza in famiglia. La sua salma, infatti, è ancora bloccata all’estero, mentre la sua famiglia disperata sta lavorando per il rimpatrio.

A dire il vero i primi disagi burocratici si erano palesati subito dopo il decesso: troppe le procedure da affrontare, tanta la lontananza, molte le difficoltà di trasporto in un momento storico in cui quasi tutto il mondo è bloccato per il Coronavirus. In più, c’è l’impossibilità di cremare il defunto: le Maldive, paese musulmano, non consente questa pratica che di certo faciliterebbe le cose.

Già da mesi il consolato italiano sta lavorando per organizzare le operazioni di rimpatrio, ma la famiglia del cuoco aspetta ancora.

Il cuoco 44enne, originario di Castellucchio, si trovava nel paradiso vacanziero da poche ore, in compagnia della famiglia: si è gettato in acqua per un bagno ma è stato improvvisamente travolto da un’onda anomala. Nonostante i tentativi di soccorso, anche da parte dei numerosi testimoni presenti all’incidente, non c’è stato per lui nulla da fare.

[Fonte: La Gazzetta di Mantova | ph. Pixabay]