Disney si schiera contro i pregiudizi con Bianca, una ballerina plus size

Reflect è un cortometraggio targato Disney che segue la vicenda di Bianca, una ballerina plus size con problemi di autostima.

disney reflect ballerina

Le narrazioni che ci piacciono sono quelle che ci insegnano a lavorare su noi stessi, a vincere la bassa autostima e che, nel farlo, travolgono pregiudizi e stereotipi estetici dannosi. Ci stiamo riferendo in particolare a Reflect, un nuovo cortometraggio d’animazione griffato Disney facente parte della serie di pellicole sperimentali di Disney Short Circuit che vede al centro della narrazione Bianca, una ragazzina di 13 anni che ambisce a diventare una ballerina di danza classica. Gli ostacoli e i conflitti che la nostra protagonista dovrà affrontare, tuttavia, sono declinati soprattutto verso l’introspezione: Bianca si trova infatti ad affrontare la critica più temibile e spietata – quella formulata da se stessa.

Accettazione e inclusione

reflect disney

Bianca è la prima “principessa” (se così la vogliamo definire) Disney plus size che si trova a lottare con la propria bassa autostima e il disformismo corporeo, una condizione psicologica che fondamentalmente porta a preoccuparsi in maniera eccessiva dei propri difetti fisici, che agli occhi della realtà appaiono invece di entità ben inferiore rispetto a quanto percepito dal soggetto.

Bianca, come tutti coloro che inseguono senza tregua un sogno nel cassetto, sfoggia una disciplinata determinazione: si allena ogni giorno per migliorare, volteggiando sulle punte e provando i passi più difficili, ma il fuoco della sua ambizione finisce inevitabilmente per estinguersi quando si trova davanti allo specchio, che le restituisce un’immagine brutta e inaccettabile di sé. Il percorso narrativo andrà dunque, come abbiamo accennato in precedenza, a sfidare lo stereotipo estetico che da decenni a questa parte domina la produzione mediatica e, di riflesso, la nostra stessa società.

In altre parole prima di consacrare il suo sogno Bianca dovrà imparare a gestire il giudizio (percepito) dagli altri, affrontando un percorso di crescita, accettazione e consapevolezza che la porterà, eventualmente, ad affacciarsi sul palcoscenico dei suoi sogni. Una narrazione, ci tocca dirlo, che ci piace molto di più di quella che ad esempio abbiamo visto quest’estate nel contesto dello spot San Benedetto di Elisabetta Canalis.

È altrettanto importante notare, tuttavia, che l’accettazione di se stessi non è una scusa per l’indulgenza eccessiva o per lasciarsi crogiolare nella pigrizia, nel cibo spazzatura e nell’immobilità. In passato abbiamo dedicato un buon numero di articoli, ad esempio, al fenomeno dell’obesità infantile, che specialmente nel contesto del nostro Paese è un problema preoccupante e apparentemente ignorato; anche se alcune recenti produzioni- come l’ultimo cartone animato di Luisa Ranieri – sembrano poter rappresentare una necessaria inversione di tendenza.