Dopo le proteine, il nuovo trend è la creatina

Ci sono delle sfide tecniche per aggiungere la creatina alle bevande funzionali, ma le aziende sono già al lavoro, convinte che sarà la prossima tendenza salutistica.

Dopo le proteine, il nuovo trend è la creatina

Proteine fatevi da parte: nel mercato delle bevande funzionali, che sta vivendo un’espansione senza sosta, con previsioni di crescita che raggiungono i 240 miliardi di dollari entro il 2031, un ingrediente che è stato a lungo associato esclusivamente al mondo del bodybuilding e dell’atletica leggera sta iniziando a guadagnare terreno: la creatina. Tradizionalmente utilizzata per migliorare le prestazioni e sostenere la crescita muscolare, la creatina viene ora esplorata per potenziali benefici legati alla funzione cognitiva e all’invecchiamento sano.

Cos’è la creatina e come entrerà nelle bevande

Dal punto di vista biochimico, la creatina è un composto di amminoacidi prodotto naturalmente dal nostro organismo. La dottoressa Sarah Schenker, dietista e nutrizionista intervistata da Beverage Daily, spiega che “È una parte cruciale del nostro sistema di produzione di energia. Ricaviamo energia dai grassi e dai carboidrati, ma quando abbiamo bisogno di energia istantanea, questa proviene dal sistema della fosfocreatina”.

Questo sistema rigenera rapidamente l’adenosina trifosfato (ATP), necessaria per quelli che Schenker definisce momenti di energia esplosiva: “Se sei un sollevatore di pesi o un velocista, avresti bisogno di più energia istantanea – o esplosiva – rispetto a qualcuno come me che al massimo solleva una borsa della spesa pesante. Ecco perché gli integratori di creatina sono stati popolari tra gli sportivi”.

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Nonostante la sua popolarità in polvere o capsule, la presenza della creatina nelle bevande pronte al consumo è stata finora limitata da una sfida tecnica significativa: la stabilità. A differenza di elettroliti o vitamine, la creatina monoidrato si degrada rapidamente quando viene aggiunta ai liquidi. Devanshi Tyagi, scienziata dello sviluppo prodotto presso Schwabe Group, afferma che “La stabilità in forma liquida rimane il principale ostacolo tecnico”. Tuttavia, la domanda è in aumento poiché, come osserva Tyagi, “La creatina pronta da bere sta guadagnando terreno poiché i consumatori danno priorità alla praticità insieme alle prestazioni”.

Diverse aziende stanno cercando di superare questo ostacolo con tecnologie innovative. Il marchio PRIME ha lanciato un frullato proteico con creatina utilizzando il sistema CreaShield per proteggerla dalla degradazione. Un approccio differente è quello del marchio svizzero KA-EX, che utilizza un tappo brevettato per mantenere la creatina separata dal liquido fino al momento del consumo.

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Pedro Schmidt, fondatore e CEO di KA-EX, sottolinea il problema: “La creatina non si conserva bene nei liquidi. Analogamente alle caramelle gommose alla creatina, dove uno studio recente ha mostrato che molti prodotti non contenevano più quantità significative di creatina perché si era degradata durante la produzione, i classici RTD a base di creatina affrontano lo stesso problema fondamentale. La creatina può perdere efficacia in pochi giorni nei liquidi, molto prima che il prodotto raggiunga il consumatore”.

Altre aziende, come Bulletproof, hanno optato per formati diversi, lanciando un caffè istantaneo in polvere che combina chicchi di arabica con creatina ed elettroliti. Harry Lewis, CEO di Bulletproof, ha dichiarato al lancio: “Abbiamo visto l’opportunità di portare la scienza credibile in un rituale quotidiano che le persone già amano, creando qualcosa che supporti sia la chiarezza mentale che la forza fisica, senza chiedere ai consumatori di cambiare la propria routine”.

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Nonostante l’entusiasmo del mercato, rimangono dubbi sull’efficacia delle dosi contenute in alcuni prodotti pronti al consumo, che spesso sono inferiori alla dose raccomandata di 3-5 grammi al giorno. Inoltre, la dottoressa Schenker invita alla cautela riguardo alle affermazioni sui benefici cognitivi: “Anche quando gli scienziati analizzavano la creatina in relazione all’energia esplosiva, le prove non erano schiaccianti. Ce n’erano sicuramente alcune, ma non erano inequivocabili”.

Tuttavia, il settore vede un potenziale di crescita in una fase che Schmidt definisce di educazione critica: “La creatina non è più vista solo come un ingrediente per la prestazione muscolare. Sta entrando sempre più nello spazio della prestazione cognitiva, in una direzione simile alla caffeina, specialmente mentre la ricerca esplora protocolli a dosaggio più elevato, come 20g al giorno”.