di Luca Iaccarino 5 Aprile 2018

Scusate se a distanza ravvicinata torno sulla questione veganesimo –vi assicuro: non sono ossessionato dal tema– ma è successa una cosa terribile.

Una ventina di giorni fa ho dedicato un Buonappetito alle vicende giudiziarie della catena “Il punto macrobiotico”. Ho poi postato l’articolo su Facebook commentando “Non tutti quelli che hanno menate sono estremisti. Ma tutti gli estremisti hanno menate.”

[Il Buonappetito: perché in Italia mancano le trattorie vegane?]

[Il Buonappetito: Un punto macrobiotico e la setta della galletta]

Ieri è accaduto un fatto agghiacciante che lo conferma: una trentanovenne di origini iraniane –Nasim Najafi Aghdam— è entrata nel quartier generale di Youtube a San Bruno, in California, e ha preso a sparare sulla gente; ha ferito tre persone e alla fine si è uccisa.

Pare che il movente sia stato la censura di alcuni suoi video –leggo che in Iran era una webstar— sulla piattaforma.

Ecco: nell’immagine che tanti giornali di tutto il mondo hanno trovato per mostrarla, la donna fa i muscoli come una body-builder e sulla pancia, sotto l’ombelico, mostra una grossa scritta.

Go vegan. Diventa vegano.

[Cosa c’è di etico nella dieta dei vegani?]

Un commentatore potrebbe crogiolarsi nel paradosso di un individuo che non vuole mangiare gli animali ma trova praticabile sparare su degli sconosciuti, ma sarebbe fuori strada. Il veganesimo è indubbiamente una scelta piuttosto radicale ma ognuno è libero di far quel che vuole.

Tuttavia come tutte le scelte radicali esercita un fascino ANCHE (anche, non solo) su chi ha perso equilibrio.

Mark David Chapman dopo aver ucciso John Lennon disse di essersi ispirato al Giovane Holden di Salinger, romanzo splendido che tutti abbiamo amato senza mai pensare che fosse il caso di ammazzare un cantante.

Holden Caulfield non c’entrava nulla con l’omicidio di Lennon. Il veganesimo non c’entra niente con la sparatoria di Youtube.

E male hanno fatto i giornali a usare quella foto lì.