Il Buonappetito: perché in Italia mancano le trattorie vegane?

Perché non possono esserci trattorie vegane che propongono i grandi piatti italiani senza prodotti animali?

Riflessioni di Pasquetta: niente, io e i vegani non ce la facciamo proprio ad andare d’accordo. E dire che ce la metto tutta, giuro.

E davvero non difetto di buona volontà: ancora qualche sera prima di Pasqua, a casa da solo come un gambo di sedano, ho provato a ordinare un delivery senza prodotti animali. La mia buona disposizione era tale che ho preso un tempeh senza nemmeno sapere cosa fosse.

La mia cena è stata una sonora delusione.

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Roba sciapa, senza senso gastronomico, senza un’idea di cucina, senza professionalità, e pagata pure cara, considerato che ogni piatto era sui 9 euro (spedizione esclusa) ed era roba misera in qualità e quantità.

La cosa mi ha deluso.

Conosco ottimi ristoranti vegani con ottimi cuochi: penso al Joia di Pietro Leemann a Milano o al Chiodi Latini New Food di Torino. Mangiare bene senza prodotti animali è possibilissimo.

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Ma se l’alta ristorazione se ne sta rendendo conto, capita meno nel livello popolare: le cucina vegane “pop” continuano a propinare insulsi succedanei dei prodotti animali spesso realizzati da gente che fino al giorno prima non faceva il cuoco, ma, chessò, il pubblicitario o il casellante.

Non capisco perché non ci possano essere trattorie che senza tante menate –e anche senza tanto seitan e tofu– non propongano i grandi piatti italiani (e non solo) che già di per sé non hanno prodotti animali (o in cui i prodotti animali sono laterali, quindi facilmente sostituibili).

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Io vorrei una trattoria con un menu tipo cosi:

Antipasti

Caponata di melanzane
Gazpacho
Guacamole
Verdure in carpione
Farinata

Primi

Trofie al pesto
Spaghetti al pomodoro
Pasta alla norma
Risotto allo zafferano
Minestrone genovese
Pasta e fagioli

Secondi

Melanzane ripiene
Frittura di carciofi
Funghi fritti
Asparagi
Torta di verdure

Io voglio un menu vegano così: con piatti normali, senza mai evocare gli animali (“niente: hamburger di…”), senza roba processata, senza menate.

Il giorno che qualcuno apre una trattoria siffatta, giuro che ci vado spesso.

Luca Iaccarino Luca Iaccarino

2 Aprile 2018

commenti (27)

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  1. Avatar friariello ha detto:

    Ovviamente pescando nelle tradizioni italiane ci sarebbero tante altre specialità da aggiungere all’elenco.Idea semplice e geniale,ma,alla quale manca quella certa”sacralità”che per qualche verso contraddistingue la cultura vegana.Il menu proposto,è molto vicino,a ciò che mangiavano i nostri nonni in molte regioni italiane.

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Esatto, la maggior parte dei vegani lo sono per noia o per desiderio di sentirsi diversi e superiori (credono). Sarebbe un locale poco attraente.

  2. Avatar pbs ha detto:

    Infatti, basterebbe utilizzare tante ottime ricette vegetariane collaudate e tradizionali, senza schifezze varie e inutili tipo seitan.

  3. Avatar Bea ha detto:

    Ma possiamo aggiungere molto altro tipo la pizza i pomodori ripieni di riso le polpette di legumi di pane o di riso le crocchette di patate o di verdure miste oppure riso bianco con tegami di fagioli in rosso o peperoni sigaretta o carote arrosto….per i dolci ciambelle alla banana e cocco oppure mousse al fondente o crostate al’olio di riso o dolci ai cereali e fragola…Insalata ne calde e fredde patate pil pil pani di tutti i colori con cremea di porri pesti ai pistacchi pomodorini secchi zucchini crude ….sorbetti di frutta e verdura insieme. .Zucca al forno con cipolla rossa e rosmarino. ..

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      Si parlava di piatti tradizionali…la torta con banana e cocco non mi sembra lo sia.

  4. Avatar oreste ha detto:

    Buongiorno, sig. Iaccarino Luca, concordo con lei con quanto scritto nell’articolo, ovvero, la cucina vegana ha bisogno di struttura poiché “buttare ” quattro verdure e pensare di aver preparato un piatto vegan saporito è un orrore. Innanzi tutto e qui mi ricollego a quello che ha scritto, nella cucina in generale ci vuole esperienza, capacità, passione, professionalità e completa dedizione, anche con errori ci mancherebbe, nessuno ha la bacchetta magica. Mi piacerebbe invitarla nella gastronomia vegana, vegetariana e macrobiotica di mia moglie, cosi da farle opinione ma credo che io non possa scrivere qui né il nome della gastronomia né tanto meno l’ubicazione.
    oreste

  5. Avatar lamo ha detto:

    A San Lorenzo a Roma c’è un piccolo bistrot vegetariano e vegano (si chiama Veg&Veg) che fa uno sforzo in questa direzione proponendo panelle e caponata e in generale varie ricette di tradizione sicula tra i piatti vegani e vegetariani.
    Sono andata con amici vegani e mi ha molto colpito questo aspetto dopo aver visitato con loro altri posti analoghi che propongono pasti forse più salutisti ma certamente meno godibili.

  6. Avatar CookingFrancy ha detto:

    Concordo in pieno…. sentire nel menu coi nomi impronunciabili di cose che ricordano piatti a base di carne mi fanno venire la nausea Io non sono vegana ma mangio poca carne e adoro la verdura Quindi se dovessi andare a cena in ristorante vegano Vorrei un menu normale …. per lavoro io collaboro con strutture ricettive ristoranti e quando Devo proporre un menù vegano non propongo mai piatti con ingredienti esotici e nomi altisonanti ma cose semplici e buone Penso che questa sia la chiave vincente per accontentare tutti i commensali

  7. Avatar Ganascia ha detto:

    Aggiungerei praticamente tutte le zuppe toscane, acquacotta, zuppa lombarda, crostino di cavolo nero, pappa la pomodoro, bordatino…