Europa: arriva la proteina creata da microalghe nutrite con scarti alimentari

L'azienda Sophie's BioNutrients (con sede a Singapore) porta in Europa le proteine ricavate da microalghe nutrite con scarti alimentari.

alghe

L’azienda Sophie’s Bio Nutrients, con sede a Singapore, ha deciso di aprire in Europa un negozio (più precisamente ad Amsterdam) per commerciare le sue proteine prodotte da microalghe nutrite con scarti alimentari.

La ditta sta cercando di sviluppare una gamma di farine proteiche basate su microalghe da destinare alle carni su base vegetale e ai latticini alternativi. Le microalghe sono alimenti ricchi di proteine, carboidrati, acidi grassi polinsaturi, ferro e vitamine del gruppo B.

Durante l’evento Food Ingredients Europe (FIE), che si è tenuto a Francoforte, Eugene Wang, CEO e co-fondatore di Sophie’s BioNutrients, ha spiegato di non essere lì per esaltare i benefici delle alghe per la salute umana in quanto “sappiamo tutti che le microalghe sono nutrienti”. Il CEO ha preferito soffermarsi sul fatto che la sua azienda lavori in modo sostenibile e funzionale, aderendo all’economia circolare.

L’azienda è nata nel 2017 grazie a Wang e al CTO Kirin Tsuei dopo che Wang ha scoperto che la figlia Sophie era allergica ai crostacei. Così Wang ha cominciato a guardarsi intorno e ha scoperto che le alternative alla carne e al pesce erano quasi tutte su base vegetale. Solo che, come ha sottolineato lo stesso Wang, la maggior parte di questi prodotti contengono altri allergeni, sono privi di nutrienti e varietà e sono difficili da trovare, oltre che costosi (NdTesto: confermiamo, provate ad essere allergici alle leguminose e a scoprire di essere anche intolleranti al lattosio e al glutine, poi ne riparliamo).

alghe cibo

Secondo Wang e Tsuei, la strada da seguire non era quella delle proteine vegetali, bensì quella delle microalghe. Il processo di produzione delle proteine prevede di far fermentare le alghe in un bioreattore prima di isolare le proteine e trasformarle in polvere da utilizzare per la preparazione di alimenti.

Dopo aver selezionato più di 1.200 specie diverse di microalghe, ne hanno trovate quattro che riescono a crescere al buio e con un processo di fermentazione. Inoltre sono abbastanza robuste per poter essere alimentate in maniera sostenibile sfruttando gli scarti alimentari.

Secondo Wang, creare proteine dalle microalghe è un processo più sostenibile rispetto alle alternative su base animale o vegetale. E questo perché il processo di produzione permette di creare la quantità massima di proteine con il minimo ingombro.

Rispetto a produrre proteine animali o vegetali come i piselli o la soia, il tempo, l’acqua e l’energia necessari per le microalghe sono decisamente inferiori. In soli tre giorni è possibile produrre le proteine in polvere a base di microalghe. Inoltre per produrne una tonnellata bastano 0,02 ettari di spazio. Altro valore aggiunto: con la tecnica della fermentazione non bisogna utilizzare diserbanti, fertilizzanti, antibiotici o omoni.

Sempre per rimanere nell’ottica dell’economia circolare, attualmente l’azienda alimenta i ceppi di microalghe con scarti provenienti da:

  • cereali esauriti post produzione birra
  • okara (polpa di soia)
  • melassa degli zuccherifici

La prima farina proteica prodotta dalla ditta, per via della sua solubilità e viscosità, è ideale per i prodotti a base di latte, formaggio e per le bevande proteiche. La seconda, invece, è più indicata per le alternative alla carne.