di Luca Iaccarino 9 Ottobre 2018

Niente, non ce la facciamo: è tale la dose quotidiana di frustrazione che appena c’è un pretesto per indignarsi ci si butta come il sottoscritto sulle acciughe.

L’esempio delle ultime ore è questa inutile roba dell’acqua di Chiara Ferragni, appena documentata anche da Dissapore.

[L’acqua Evian Chiara Ferragni da 75 centilitri costa 8 euro]

D’un tratto ieri sul Facebook la gente comincia a lanciare strali perché l’Evian ha realizzato una bottiglia d’acqua firmata Ferragni che costa 8 euro. Apriti cielo. Indecenza! Sveglia gente!11!!! E quelli che muoiono di fame??!!!!!1!!!

La cosa mi scivola come acqua –è il caso di dirlo– finché stanotte la notizia non viene ripresa persino dal Corriere della Sera. Ehi: il Corriere, mica il profilo Facebook di un hater qualsiasi. E visto che appare sul Corriere tutti prendono ancor di più a condividerla, a ripostarla, a indignarsi.

Il fatto è che non c’è nessuna notizia: la bottiglia della Ferragni da 8 euro è stata lanciata un anno fa. UN ANNO FA. Ne trovate facilmente riscontro googolando “Ferragni” ed “Evian”: è facile, dai. E la gente si indigna ieri. Indecenza!

La vicenda mi ha fatto venire in mente la pagina Fabebook intitolata “Aggiornamenti giornalieri sulla salute di Mike Bongiorno” che per mesi ha postato “È morto” e c’era chi continuava a commentare “nooooo!!!!”, “non ci posso credere!!!”

Poi sul fatto che una bottiglia d’acqua firmata dalla Ferragni costi otto euro ognuno la pensi come crede.

Io, personalmente, semplicemente non la compro. Però ho comprato le Adidas che ho ai piedi a 60 sacchi e immagino che il loro “valore intrinseco” non superi i due.

È l’era del brand, bellezza: chi siamo noi per ribellarci?