Fertilizzanti: la risposta allo stop della Russia arriva dalle arance siciliane

La risposta allo stop dell'export di fertilizzanti potrebbe arrivare da un progetto che ricicla gli scarti delle arance e dello zolfo.

Fertilizzanti: la risposta allo stop della Russia arriva dalle arance siciliane

Russia e Ucraina sospendono le esportazioni di fertilizzanti (seppur fornendo spiegazioni pubbliche differenti)? Non c’è problema: a salvare l’agricoltura ci pensano le arance siciliane. O meglio ancora, gli scarti. Il merito va all’azienda Sbs Steel Belt Systems Srl, che ha messo a punto un processo produttivo che permette di convertire gli scarti in nuovi materiali (come fertilizzanti naturali, per l’appunto) in modo da ridurre la dipendenza dalle esportazioni.

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Il progetto, finanziato dall’Unione europea all’interno del Programma Life con oltre 1,7 milioni di euro a fondo perduto, sarà avviato con un impianto pilota in Sicilia: qui gli scarti di buccia e polpa e i rifiuti industriali di zolfo generati dalla dalla desolforazione di gas naturale e petrolio verranno lavorati per produrre fino a 20mila tonnellate l’anno di fertilizzante (o almeno, secondo le stime attuali). Per valutarne l’efficacia, i prodotti saranno poi testati nel corso di un paio d’anni in un’area di 27 ettari atta a diverse colture tra Calabria, Abruzzo e una regione greca vicino Salonicco.

Questa tipologia di fertilizzante, oltre ad andare incontro alla più recente urgenza dell’intero settore agricolo europeo, ha il merito di essere efficace anche nella lotta alla desertificazione delle aree meridionali, esacerbata dalla siccità degli ultimi mesi: altre alternative, come la proposta della Francia, suggeriscono invece di produrre internamente una maggiore quantità di concimi chimici sospendendo gli obiettivi ambientali individuati con il Green Deal.