di Chiara Cajelli 29 Giugno 2019
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Il collettivo Deliverance Milano ha istituito la giornata di mobilitazione nazionale contro “la schiavitù del food delivery”. Rider in sciopero, per mettere in luce un fato già noto. Uno di loro, in anonimo e da Eataly – luogo di incontro a Milano: “ho 83 euro, per 66 ore di disponibilità e di collegamento sull’App”.

Si è già parlato del food delivery e del lavoro dei rider, che sfrecciano con borsa termica fino a destinazioni e nel più breve tempo possibile: nel 2018 Luigi Di Maio aveva confermato l’arrivo di nuovi contratti con il “decreto dignità”, ma di fatto “Di Maio è sparito” e i giovani sono abbattuti. Continua uno di loro in sciopero: “le piattaforme tendono a disfarsi di chi causa grane, o quantomeno a destinargli meno chiamate. Fateci caso, guardate quelli che stanno fuori da McDonald’s. Sono tutti ragazzi di colore: l’80% è straniero. Sono reclutati dalle cooperative a cui UberEats subappalta il lavoro. Non li pagano niente: 3 euro a consegna, quando a noi devono darne 6 o 7. Infatti preferiscono fare consegnare a loro”.

Anche se a Milano abbiamo anche buoni esempi, come i rider sotto contratto per l’azienda di food delivery gourmet You Cook, siamo ancora ben lontani da farli diventare prassi normale. Sarà anche per questo che i food delivery come Just Eat sono in crisi?

Fonte: Businessinsider.com