Reggio Emilia: debuttano i talks sul Made in Italy di I love Italian Food

Perché l’Italia è solo al quinto posto in Europa per l’export di cibo? Il benessere della Penisola, soprattutto a livello occupazionale, dipende molto dalla gastronomia, eppure sono gli stessi cittadini italiani a soddisfare il proprio fabbisogno con prodotti importati.

Il cibo come risorsa preziosa e insostituibile. Insomma, “Food: il petrolio d’Italia”. Sarà questo il tema al centro dei primi 100per100 Italian Talks, promossi dall’associazione culturale no profit I Love Italian Food. Si tratta della più grande community internazionale dedicata al made in Italy agroalimentare: non è certo un caso se hanno scelto un simile argomento per il debutto dei propri dibattiti, fissato per lunedì 24 settembre, da Ruote da Sogno, a Reggio Emilia.

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Il cibo come risorsa su cui puntare per crescere e far crescere, sarà analizzato sotto cinque prospettive, quelle di cinque fuoriclasse del settore, in senso ampio, che faranno da relatori di fronte a una platea di rappresentanti dell’industria del Food and Beverage: Sara Roversi (Fondatrice di Future Food), Nicola Levoni (Presidente di Assica e Levoni Spa), Thomas
Rosolia (AD Koelnmesse Italia), Roberto Moncalvo (Presidente di Coldiretti) e Ciro Cristiano (Co-founder del Big Mamma Group), divenuto caso imprenditoriale dell’anno.

Si parlerà di innovazione del cibo, di una crescita dell’export possibile, di come sfruttare il potenziale delle fiere alimentari, di valorizzazione e tutela della filiera italiana, utile all’internazionalizzazione dei suoi prodotti, di ristorazione capace di farsi esempio virtuoso nel mondo. A moderare i talks sarà il fondatore e direttore di Dissapore, Massimo Bernardi.

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Anche la degustazione, una volta conclusa la tavola rotonda, metterà in luce brillanti portavoce della gastronomia nostrana: pensate ai panini gourmet di Daniele Reponi, tra i protagonisti de La Prova del Cuoco, alle famose montanarine di Ciccio Vitiello.

Poi i tortelli delle sfogline locali, il gelato di Paolo Brunelli, il miglior gelatiere artigianale d’Italia (secondo noi) e la carne dei coach di BBQ4All cotta live, che è uno spettacolo pure durante la preparazione.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

18 Settembre 2018

commenti (1)

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  1. Avatar Cristian ha detto:

    Ad Assica bisognerebbe chiedere conto di quello che è successo negli ultimi vent’anni in questo comparto: Concorrenza sempre più feroce, prezzi al ribasso, qualità a picco e pressione sempre più distruttiva sul lavoro vivo. Appalti, sub appalti, spezzettamenti, la filiera che si slabbra e si allunga come un verme. Migliaia di lavoratori, principalmente stranieri, collocati nei gironi via via più degradanti del lavoro in appalto, tra cooperative spurie, terziarizzazioni, consorzi fittizi creati dalle stesse imprese appaltatrici – ovviamente nei segmenti produttivi dove regnano fatica, nocività, rischio per la salute. Insaccati, polpettoni, prodotti precotti e surgelati di ogni ordine e grado: tutto passa dalle mani di queste migliaia di pseudofacchiniquasialimentaristi, dalla salute spesso compromessa – abbondano problemi muscolo scheletrici, polmoniti, ferite da taglio, ecc.