La notizia è di quelle che dovrebbero animare le cronache del mondo pizza e della gastronomia in generale: Francesco Martucci, da molti salutato come il migliore pizzaiolo del mondo e certamente l’innovatore più ardito, apre la sua prima pizzeria fuori dall’Italia: la meta scelta è Miami, e l’apertura fissata per il 16 gennaio. Noi lo apprendiamo dalla stampa essere e lo stesso Martucci, interpellato da Dissapore, la prende con ironia: “In Italia diciamo che parecchi sono distratti”, commenta divertito.
Il debutto statunitense di Francesco Martucci
Una delle sale del nuovo ristorante di Francesco Martucci a MiamiIl progetto nasce dalla collaborazione con il Liberty Entertainment Group di Nick e Nadia Di Donato, esperti del settore che hanno già portato eccellenze italiane come Don Alfonso 1890 in Nord America e DaNico a Toronto, entrambe insegne premiate con la stella Michelin.
Il patron dei Masanielli ha sottolineato come questa partnership si basi su una profonda stima professionale e umana: “Mi hanno invitato a Toronto e mi hanno mostrato tutti i ristoranti di loro proprietà. Tutti i ristoranti erano sempre pieni di gente, sempre ben tenuti e fornivano sempre un servizio eccellente. Quindi questo mi ha fatto riflettere molto, perché di solito quando hai dei partner, questi sono meno coinvolti nel settore”.
Il nuovo spazio a Miami si troverà a Wynwood, quartiere di artisti che lo stesso pizzaiolo definisce “bello ed energico” e sarà davvero imponente: circa 700 metri quadrati con 145 posti a sedere e un design che richiama i toni scuri e l’illuminazione soffusa della sede di Caserta. Ma non si tratterà di una replica de I Masanielli, che resteranno una sede unica a Caserta: “Il locale si chiama Francesco Martucci -ci ha raccontato lui stesso- nuovo brand che abbiamo messo a punto per il Nord America. Come sempre l’idea è avanguardista”.
La cucina è un vero laboratorio tecnologico con cinque forni spediti dall’Italia, abbattitori, essiccatori e fermentatori, e non mancherà una sala separata per i menu degustazione con ingresso privato e una zona dedicata a mostre d’arte contemporanea.
Per quanto riguarda il menu, Martucci utilizzerà ingredienti importati come mozzarella e pomodori, ma darà grande spazio ai prodotti freschi delle fattorie locali: “Le fattorie americane hanno per me un valore aggiunto infinito perché sanno lavorare molto bene, quindi quello sarà un punto di forza, secondo me”.
Gli ospiti potranno gustare piatti celebri come la pizza “Cinque consistenze di cipolla” e le sue pizze in tre cotture: al vapore, fritte e al forno. Non mancheranno le opzioni tradizionali e un intero menu senza glutine preparato in una cucina separata.
L’hype è altissimo, ma Martucci sembra volerlo gestire con grande umiltà: “La sfida più grande è restare con i piedi per terra, ma sognare con la testa tra le nuvole, per non farsi travolgere dal successo, se il successo arriva. Non lo diamo affatto per scontato, perché quando sei in un posto nuovo, è importante dare il massimo”.

