di Manuela 18 Dicembre 2020
frutta

Secondo i dati rivelati da Legambiente nel rapporto “Stop Pesticidi” (presente anche su YouTube) e realizzato insieme ad Alce Nero, in più del 70% dei campioni di frutta esaminata erano presenti pesticidi (si parla di residui di pesticidi).

Il report parla chiaro: risulta regolare e privo di pesticidi solamente il 52% dei campioni analizzati, un risultato non ottimale che crea timori sulla possibile presenza i prodotti fitosanitari sia negli alimenti che nell’ambiente.

Analizzando i dati negativi, salta fuori che i campioni “fuorilegge” non superano l’1,2% del totale, ma il 46,8% dei campioni regolari presenta comunque uno o più residui di pesticidi. Per quanto riguarda la frutta, ecco quali sono i prodotti a cui fare più attenzione:

  1. uva da tavola: 89,2%
  2. pere: 85,9%
  3. pesche: 83,5%

Se si vanno, poi ad analizzare i campioni esteri, le bacche di goji risultano contenere ben 10 residui, mentre il tè verde 7 residui. Nel documento, poi, vengono esplicitati quali siano i pesticidi più comuni negli alimenti in Italia:

  • Boscalid
  • Dimethomorph
  • Fludioxonil
  • Acetamiprid
  • Pyraclostrobin
  • Tebuconazole
  • Azoxystrobin
  • Metalaxyl
  • Methoxyfenozide
  • Chlorpyrifos
  • Imidacloprid
  • Pirimiphosmethyl
  • Metrafenone

Nella maggior parte dei casi si tratta di insetticidi e fungicidi che vengono utilizzati in agricoltura. Come sempre, in questi casi, bisogna vedere però anche se tali residui superino o meno i limiti consentiti dalla legge.

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