Gabriele Bonci ha detto che non lavorerà più con Birra del Borgo

Il più estemporaneo degli scoop gastronomici ce lo ha dato Gabriele Bonci, durante il Salone del Gusto appena concluso: il panificatore dei panificatori, padre dei retroinnovatori (come amiamo chiamarli noi), abbandonerà la sua collaborazione con Birra del Borgo, il birrificio ex-artigianale più famoso d’Italia.

Per comprendere quanto fosse inaspettata la notizia, persino per noi, tenete conto che al momento dell’annuncio stavamo tenendo un incontro al Dissapore Cafè (titolo della tavola rotonda: “Chi ci salverà dal pane comune?”) insieme al gotha della panificazione artigianale, da Pasquale Polito di Forno Brisa allo ieratico Eugenio Pol.

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Si stava auspicando l’ipotesi di introdurre nei supermercati i pani artigiani, fatti con il miscuglio e i grani antichi, e noialtri di Dissapore, da bravi cinici, abbiamo realizzato che nella grande distribuzione è un sogno difficile da realizzarsi, con la competizione delle farine industriali.

Gabriele Bonci ha preso la parola, per ricordarci che i grandi marchi già imitano i piccoli, nel settore delle farine, e noi non abbiamo saputo resistere: perché l’uomo del “senza compromessi”, di cui ricordiamo le gesta, sostiene di essere ancora affetto da certi valori, se di fatto lavora costantemente con il Birra del Borgo, ceduto ad Ab InBev (multinazionale della birra se ce n’è una) due anni or sono?

E perché lui, così consapevole di quanto le imitazioni ingannino il consumatore, mette il suo nome e il suo marchio nel locale romano Osteria del Borgo (di cui è persino socio), se il gioco dell’industria è quello di insinuarsi nel mercato artigianale, di questi tempi?

Ci aspettavamo una risposta di repertorio, un “La qualità è rimasta la stessa” o un  “Sono amico dell’amministratore delegato e mi fido del suo lavoro”. E invece, l’uscita inattesa: Borgo avrebbe dimostrato di essere una multinazionale, per etica e qualità offerta (anche se ha parlato di cibo, non di birra, ndr.) e Bonci non ci lavorerà più insieme.

Usiamo il condizionale perché, dopo la pubblicazione del video sulla pagina Facebook di Dissapore, le motivazioni avvallate da Bonci in merito alla conclusione del suo rapporto con il birrificio sono state smentite dall’ufficio stampa di Birra del Borgo, che sostiene di aver scaricato il panificatore per primo.

In sostanza, possiamo dirvi con certezza che non troverete più il nome di Gabriele Bonci associato alla birra prodotta a Borgorose, ma non siamo nelle condizioni di potervi comunicare le cause. Ci siamo resi disponibili a qualunque tipo di contraddittorio in merito, ma al momento non ci è stata fornita alcuna dichiarazione ufficiale.

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

25 settembre 2018

commenti (2)

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  1. Paolo ha detto:

    “Usiamo il congiuntivo perché, dopo la pubblicazione del video…”
    a me sembra che nel testo sia presente un condizionale, non un congiuntivo.
    E comunque, il balletto “me ne sono andato/no, lo abbiamo congedato noi” mi ricorda un poco l’asilo Mariuccia e i bimbi che dichiarano “non sei più amico mio..”

    1. Orval87 ha detto:

      😀 😀 dai, a me basta che i fornai facciano prodotti di qualità, come fa lui. Certo, non guasterebbe 😀

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