di Valentina Dirindin 21 Settembre 2019
gianfranco vissani

Stamattina sono stata buttata giù dal letto da Gianfranco Vissani. Metaforicamente, è ovvio, per fortuna Vissani non vive a casa mia. Ma il mio telefono ha iniziato a squillare davvero troppo presto, quando in redazione si sono resi conto che in un lungo post Vissani ci dava, sostanzialmente, dei cazzari.

Fake News da 22 chili??? Al giornalismo Fake di Dissapore, che trova in Vissani la sua cavia Migliore, rispondiamo con un bel rondò d’altri tempi… Viva Le Donne sempre e comunque, al lavoro e in famiglia.
Questa padella pesa 22/24 kg … lei per caso prende in braccio un bambino di 22/24 kg nei tempi che la cucina richiede? Perché la cucina non ha distinzioni nè di sesso né di pesi, ci sono donne più portate e donne meno portate, sicuramente la pasticceria rispetto alla cucina è più “leggera” questo è quello che abbiamo detto!!! Da intendere che a CasaVissani le donne rappresentano il 40% della brigata e sono sia in pasticceria che in cucina che in sala!! Ci vediamo alla prossima Fake, tanto sembra che invece di parlare di enogastronomia, siamo costretti a correre dietro alla pecora sacrificale per ? Like in più… W Le Donne in Cucina, in Pasticceria e in Sala, ma soprattutto nella Vita!!❤️Luca Vissani” ha scritto il cuoco più amato e odiato della televisione su Facebook, riferendosi alla nostra news di ieri in cui riportavamo le sue dichiarazioni sulle donne in cucina (incapaci di sollevare casseruole pesanti, secondo Vissani, e per questo più adatte a una professione “decorativa” come la pasticceria).

vissani
Le dico la verità, signor Vissani, siamo rimasti un po’ perplessi a sentirla parlare di fake news, perché qui i casi sono due: o lei ha un perfetto imitatore che fa gli interventi al suo posto in radio, o quella che abbiamo sentito al Tg Zero di Radio Capital era proprio la sua voce. E si fidi del nostro giudizio: non sono esattamente parole che fanno sentire valorizzata una donna.

Ma forse ha ragione lei, signor Vissani, e abbiamo sbagliato noi, pubblicando una fake news per qualche like in più. In effetti, a dirla tutta, siamo stati imprecisi: abbiamo riportato solo in parte le sue dichiarazioni. Perché quello che ha fatto con il suo post, signor Vissani, è costringerci a riascoltare mille e mille volte il suo intervento radiofonico (e ci creda, ne avremmo fatto a meno), ed ecco quello che ci abbiamo trovato:

“Non vorrei essere frainteso, ma la cucina, per una donna, è pesante”. E fin qui, niente da obiettare, se non che la cucina è pesante per tutti, anche per lei e (soprattutto) per i suoi collaboratori uomini, ci scommettiamo.

“Poi ci sono quelle mascoline che non fanno parte di questo mondo”. Ah, ecco. Di che parliamo Vissani? Di capelli corti? Di body builder? Non starà mica parlando di donne gay? (Stiamo provando a intuire, eh). Ma in fondo chissenefrega, tanto mica fanno parte di questo mondo.

“Però io dico una donna, una bella donna, in cucina, noi la mettiamo sempre in pasticceria: è meno pesante, è più decorativa, ha una funzione diversa rispetto a uno che sta ai primi piatti o ai secondi”. Eccoci Vissani, ci aiuti lei a non fraintenderla o a non cadere nel “giornalismo Fake” con la F maiuscola. Noi, qui, capiamo questo, nell’ordine:

1) le donne belle le prende in considerazione, le altre (vedi sopra) non fan parte di questo mondo
2) le donne le mette in pasticceria, perché è un ruolo più adatto a loro. D’altronde, “bella donna” e “decorativa” sono due concetti che stanno effettivamente bene nella stessa frase.

“Le casseruole pesano, e se sul momento potrebbe non dar fastidio, ma a lungo andare potrebbe far la differenza”, e per questo le donne in cucina “durano poco”.

La prego, Gianfranco (mi permetto di prendermi un po’ di confidenza, già che mi ha buttata giù dal letto di prima mattina): la smetta di uscirsene con dichiarazioni che hanno tutta l’impressione di aver bisogno di un filtro. Sa, Gianfranco, io ho bisogno di dormire un po’ tranquilla, la mattina. Le faccio una confessione: mio figlio piccolo dorme male e spesso la notte mi tocca tenerlo in braccio un bel po’. Non pesa quanto una casseruola, è vero, ma si fidi, signor Vissani, urla molto di più di una dannata padella.