Giappone, nemmeno McDonald’s è al sicuro dall’inflazione: i prezzi aumentano ancora

McDonald's ha aumentato ancora una volta i prezzi in Giappone: si tratta della terza volta in meno di un anno.

Giappone, nemmeno McDonald’s è al sicuro dall’inflazione: i prezzi aumentano ancora

Il lungo braccio dell’inflazione può arrivare davvero dappertutto – anche in quei luoghi che, nel corso degli anni, si sono consolidati come vere e proprie roccaforti di convenienza a risparmio. Ci stiamo naturalmente riferendo a McDonald’s, colosso del fast food che per molti pendolari è diventato sinonimo di pausa pranzo rapida e relativamente economica: in Giappone, tuttavia, il perseverare (e il peggiorarsi) delle pressioni inflazionistiche ha portato l’operatore nazionale a introdurre un nuovo aumento dei prezzi, il terzo in meno di un anno. Japan Ltd (questo il nome del franchisee nipponico del colosso a stelle e strisce) ha infatti di recente annunciato che aumenterà i prezzi del menu di circa l’80% a partire dal 16 gennaio, citando come causa le fluttuazioni valutarie e l’aumento dei costi per materiali, manodopera, trasporti ed energia.

Cheeseburger e Big Mac nel Paese del Sol Levante

mcdonald's

Come vi abbiamo appena accennato non si tratta affatto del primo rincaro: i nostri lettori più attenti, infatti, si ricorderanno di come solamente verso la fine dello scorso settembre gli archi dorati nel Paese del Sol Levante annunciarono un aumento compreso tra i 10 e i 30 yen di circa il 60% delle sue proposte sul menu. Anche in quel caso, le giustificazioni chiamate in causa furono le tensioni inflattive e un brusco calo di valore dello yen.

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Molto bene, ma cosa significa tutto questo in termini pratici? Niente paura, ve lo spieghiamo noi. Per darvi un’idea, sappiate che circa un anno fa il prezzo di un semplice Cheeseburger – tradizionalmente uno dei piatti più economici e convenienti tra quelli presenti nel menu di McDonald’s – era di 140 yen, equivalenti grossomodo a un euro. Ora, invece, lo stesso Cheeseburger costa 200 yen, ossia quasi un euro e cinquanta.

Discorso analogo anche il Big Mac, panino ormai iconico del colosso del fast food: un anno fa i clienti giapponesi l’avrebbero pagato appena 410 yen (circa 2,90 euro), ma dopo i numerosi rincari il prezzo è salito a 450 (circa 3,20 euro). Chiaro, non stiamo certamente parlando di capitali: un’analisi sommaria potrebbe accontentarsi di notare che si tratta di una manciata di centesimi in più e bollare il tutto come irrisorio, ma se il prezzo del prodotto è di un solo euro un aumento di 50 centesimi è in realtà incredibilmente impattante.

Quel che è peggio, pare che al momento la proverbiale luce in fondo al tunnel sia ancora ben lontana. Un’indagine di mercato svolta da Teikoku Databank ha infatti rivelato che i consumatori giapponesi dovranno affrontare aumenti di prezzo su oltre 4 mila prodotti alimentari a partire dal prossimo mese.