di Anna Silveri 14 Dicembre 2017

Versare in una teglia il latte con la buccia di un limone, lo zucchero e la cannella. Quando è a bollore, scostare la teglia dal fuoco e versare il semolino a pioggia…

Vorrei aver scritto più spesso su Dissapore del migliaccio napoletano, cioè della ricetta più richiesta dagli italiani a Google quest’anno (migliaccio napoletano? Wtf).

Me lo ha detto Google Trends, la classifica delle parole più cercate del 2017 sul motore dei motori che, puntuale, con l’avvicinarsi del 31 dicembre, ci svela cosa siamo stati dicendo di noi più di quel che crediamo.

[Il tiramisù è la ricetta più cercata dagli italiani su Google nel 2016]

Dice che abbiamo messo via l’esterofilia e l’insana passione per i dolci tipica delle graduatorie passate, con un ritorno spettacolare alla tradizione italica.

Un vero trionfo per il migliaccio napoletano, seguito da 2) Carbonara, 3) Pastiera, 4) Caponata siciliana, 5) Colomba, 6) Fave dei morti, 7) Ribollita toscana, 8) Amatriciana, 9) Castagnaccio e al decimo posto Gateau di patate. Ma non è una spruzzata di grandeur francese, ci hanno pensato i napoletani, e non da oggi, a italianizzare quel “gateau” con gattò:

[Gattò di patate napoletano: la ricetta perfetta]

“Il termine ricalca la storpiatura dialettale del francese “gateau” e indica la caratteristica torta confezionata con patate schiacciate, formaggi e salumi tritati la cui origine è legata alla cucina monastica delle clarisse”.

Non sopravvalutiamo più tutto ciò che è straniero, pare

Niente Cheesecake e Cupcake, non è più tempo di colonizzazione culturale. Nemmeno Raimbow cake o Darayaki, i pancake giapponesi farciti di crema di fagioli: anche la moda del dessert lisergico è finita in archivio. Non pervenuti Brownie e Bagel, Bretzel e Gazpacho. Perfino il trend esotico della Guacamacole ha smesso di mortificare l’italiano obbligandolo a chiedere aiuto alla Rete.

E vogliamo sempre sapere come si fanno le olive in salamoia

Per la gioia di noi foodaholic (parola usata per contrastare il nazionalismo imperante), la cucina si incunea, o meglio, domina anche la categoria “Come fare”. Le olive in salamoia rappresentano il vero cruccio italico.

Già prime nel 2015 tornano a dominare quest’anno, con (2) la Marmellata di albicocca e (3) la Carbonara che s’infilano tra backup e screenshot. Quindi (6) il pesto e (7) la crema pasticciera a incuriosirci più dell’eterno (10) Cubo di Rubik.

Salt Bae, chi era costui?

Si trovano pezzetti di cucina saltabeccando qua e là tra le altre categorie? Uno solo.
[Il sale sulla bistecca: come siamo diventati dipendenti da Salt Bae]
Al decimo posto di “Cosa significa” c’è Bae, da Salt Bae, ovvero il cuoco turco Nurse Gökçe, diventato una celebrità social nel 2017 grazie al modo di tagliare la carne, e all’immancabile gesto di salarla dall’alto.

Il pesto tiene alto l’onore nel mondo

Nell’edizione internazionale dei trend di Google 2017 una sola ricetta tiene alto l’onore italiano, tra (1) petto di pollo e (2) macinato, (3) pane turco e toast francesi, ecco spuntare il pesto in nona posizione.

Un po’ come dire: a incuriosire di più il popolo internazionale di Google sono la cucina turca, americana e cinese (dumpling) con quella italiana un po’ più giù, seguita con attenzione da paesi come Stati Uniti, Canada e Australia.

Loro, evidentemente, sanno di doversi ancora fare le basi. A cominciare dal migliaccio napoletano.

[Crediti | Google Trends, immagine: La maga in cucina]