Gordon Ramsay è arrabbiato, e la cosa non sembrerebbe una novità: stavolta però a fare le spese della sua ira non è qualche cuoco amatoriale con ambizioni sproporzionate alle sua capacità, bensì il governo britannico.
L’irascibile chef scozzese è infatti molto preoccupato per i cambiamenti fiscali in arrivo che secondo lui metteranno presto in ginocchio le attività di ristorazione del Regno Unito, e con 34 insegne tra cui nomi celebri come Bread Street Kitchen e Lucky Cat, l’avvertimento di Ramsay sembra basarsi su basi decisamente solide. Lui, come di consueto non le manda a dire: “sarà un bagno di sangue”.
“Saremo agnelli al macello”

La situazione sembra essere davvero critica. Ramsay ha spiegato al sito Standardnews che non ha mai visto un momento così difficile, sottolineando come la combinazione di tasse aziendali più alte, costi energetici in aumento e rincari delle materie prime stia mettendo in ginocchio l’industria, e non ha voluto indorare la pillola: “Non l’ho mai vista così brutta. Quando guardo ad aprile, quando entreranno in vigore le misure del budget, penso che noi del settore dell’ospitalità saremo agnelli al macello”.
A rendere il quadro ancora più cupo è il fatto che molte attività si stanno ancora riprendendo dai lunghi mesi di chiusura forzata dovuti alla pandemia. Ramsay ritiene che la situazione attuale sia persino peggiore di quella vissuta dopo la crisi finanziaria del 2008: “Ci stanno soffocando. Abbiamo bisogno di più ossigeno – una riduzione delle tariffe del 20% o 25%”.
Nonostante la cancelliera Rachel Reeves stia valutando alcune misure di sostegno per i pub, sembra che il resto del settore dell’ospitalità rimarrà escluso da questi aiuti specifici. Le previsioni dell’associazione UKHospitality sono piuttosto allarmanti e parlano della possibile chiusura di quasi mille ristoranti quest’anno se il governo non interverrà con un piano di assistenza più ampio. Ramsay ha criticato la rapidità con cui vengono introdotti questi aumenti, affermando che “Il problema è che gli aumenti stanno arrivando troppo velocemente, in uno dei peggiori momenti possibili”.
Il problema non riguarda però solo le aziende, ma anche le tasche dei consumatori, che con l’aumento del costo della vita, hanno tagliato le spese extra, per prime le cene fuori: come ha fatto notare lo chef, “Anche i clienti sono al limite”.
Questa situazione sta scoraggiando anche i nuovi talenti, rendendo difficile per i giovani chef intraprendere la strada dell’imprenditoria. Ramsay teme che questo porti a un impoverimento culturale e gastronomico a lungo termine: “Ci perderemo tutti una generazione di chef indipendenti e ristoranti indipendenti. Perdono tutti. I piani del governo semplicemente non funzioneranno, ve lo prometto fin da ora”.
