Green pass, Draghi estenderà l’obbligo ai lavoratori dei ristoranti: fine del paradosso

Il premier Mario Draghi disegna un percorso a tappe verso l'obbligo vaccinale e l'estensione del Green pass ai lavoratori pubblici e poi privati, ristoranti in primis.

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Il Presidente del Consiglio Mario Draghi annuncia una estensione dell’obbligo vaccinale e del Green pass, che presto dovrebbe coinvolgere i lavoratori non solo pubblici ma anche privati, in primis quelli dei settori dove la certificazione verde è già obbligatoria per i clienti, come bar e ristoranti. Il premier, parlando in conferenza stampa, ha precisato che non si tratta di se ma di quando: molte cose sono di fatto già decise, bisogna solo capire in che momento e come entreranno in vigore.

Draghi ha parlato di no-vax e terza dose, ripresa della scuola e ripresa economica. Ma soprattutto ha risposto affermativamente a una domanda sulla possibilità di vaccino obbligatorio: “L’obbligo vaccinale è già disposto da una norma primaria per quanto riguarda il personale sanitario, quindi in realtà è già applicato ad un pezzo della nostra società”. Si tratterebbe di una estensione, non di una introduzione ex novo. Il passo è comunque subordinato al via libera delle agenzie del farmaco (Ema e Aifa), che devono classificare i vaccini come farmaci ordinari – al momento sono emergenziali.

Uno step intermedio passerebbe quindi prima per l’estensione del Green pass: introdotta dal 6 agosto per ristoranti e bar all’interno, oltre che per grandi eventi e altri luoghi, dal 1 settembre la certificazione verde è obbligatoria per salire su treni e bus a lunga percorrenza e aerei. Non solo: il vaccino – o il tampone negativo o il certificato di guarigione dal Covid-19 –  saranno richiesti al personale scolastico quando a brevissimo le scuole riapriranno. Per questo, anche qui si è pensato a una estensione progressiva: che in prima battuta dovrebbe coinvolgere gli altri dipendenti pubblici, quindi i lavoratori della Pubblica amministrazione. E subito dopo i lavoratori del privato che operano in quei luoghi in cui il Green pass è già richiesto ai clienti: bar e ristoranti.

Ristorante Green pass

Adesso, in effetti, viviamo in una situazione il cui paradosso forse non è stato abbastanza sottolineato. Mentre per esempio nelle scuole pubbliche e private i lavoratori (insegnanti, bidelli, amministrativi ecc.) devono avere il passaporto vaccinale, e gli alunni no, ma se ne sta comunque discutendo, nei ristoranti e nei bar succede tutto l’opposto. L’utente, ovvero il cliente che si trova tutto sommato di passaggio, deve avere il Green pass, a tutela dei lavoratori e degli altri avventori; invece gli operatori – titolari e dipendenti – di aziende della ristorazione, che stanno lì dalle 8 alle 14 ore, no.

Le modalità giuridiche sono da vedersi: un nuovo decreto, oppure un emendamento al provvedimento che deve convertire in legge l’ultimo decreto approvato. Draghi ha precisato: “Il punto non è il se, ma il quando e per chi. Il ministro Speranza e io ne stiamo discutendo, l’orientamento è che l’uso del green pass verrà esteso. Faremo una cabina di regia come ha chiesto il senatore Salvini, ma la direzione di marcia è quella”.

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