di Manuela 4 Novembre 2020
guarana

Buone notizie per il guaranà: la prima Indicazione Geografica indigena di un popolo nativo del Sud America si prepara alla registrazione. L’Istituto nazionale della proprietà industriale brasiliano, infatti, ha riconosciuto ufficialmente il territorio Andirá-Marau come terra di origine del Warana (il guaranà nativo) e anche del Pane Warana (si tratta del bastoncino di guaranà).

E’ la prima volta che viene attribuita l’Indicazione Geografica per un popolo indigeno del Sud America. In questo caso parliamo dei Sateré-Mawé. Grazie a questo riconoscimento, i due prodotti vedranno garantita la tutela dell’ambiente come elemento fondamentale della simbiosi fra il popolo dei Sateré-Mawé e le specie vegetali che crescono nella zona definita dall’Indicazione Geografica.

Questo perché la pianta del guaranà è strettamente collegate alle pratiche di coltivazione di questo popolo, capaci di garantire la conservazione e l’adattamento genetico. In effetti questa terra è l’unica banca genetica di guaranà presente al mondo.

Ma all’atto pratico, cosa comporta questa Indicazione Geografica? Fra le altre cose il divieto di riproduzione dei Warana al di fuori della zona di produzione ufficiale, caratterizzata da una tipologia particolare di terreno, da alti livelli di umidità ambientale e da api usate come agenti impollinatori. Inoltre la produzione del guaranà dipende strettamente dalle tecniche di coltivazione artigianale del popolo indigeno.

Il logo dell’Indicazione Geografica rappresenta un pipistrello (per indicare il fiume Andirá) e una rana (indica il fiume Mara).

Ricordiamo che attualmente in Brasile ci sono 70 prodotti registrati: 57 sono Indicazioni Geografiche e 13 Denominazione di origine.

[Crediti Foto | Flickr – berniedup]

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