Forse, tra qualche anno, non sarà più necessario fare il banana bread con le banane annerite nella fruttiera. Una società di biotecnologia del Regno Unito, la Tropic, ha editato geneticamente una banana e ha ottenuto il risultato di non vederla annerire per qualche giorno, anche se tagliata e messa in una macedonia da asporto, di quelle che frequentemente si vendono nei supermercati britannici.
Pare che le banane che non anneriscono abbiano lo stesso gusto di quelle che anneriscono, e l’innovazione sarebbe interessante per ridurre gli sprechi (non i nostri, noi le ricicliamo nel banana bread), ma quelli dei supermercati e delle aziende che preparano la frutta sbucciata, tagliata e pronta all’uso, che finalmente potranno contare anche sulle banane. Tropic ha dichiarato che le banane che non imbruniscono potrebbero ridurre gli sprechi alimentari e le emissioni equivalenti di CO2 lungo la filiera di oltre il 25%. Mentre uno studio del governo britannico ha rilevato che ogni giorno vengono buttate via 1,4 milioni di banane ancora commestibili.
Tropic ha sviluppato le banane utilizzando una tecnologia di editing genetico chiamata Crispr-Cas9 per modificare tutte e tre le copie di un singolo gene all’interno del frutto. In questo modo è stato possibile ridurre la produzione di polifenolossidasi, un enzima che provoca l’imbrunimento.
Quanto tempo ci vorrà per avere queste banane anche in UE?
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L’editing genetico è una tecnica di modificazione genetica che non prevede l’ibridazione con geni differenti da quelli della banana e che quindi non rientra nel gruppo degli OGM. In sostanza, si tratta di un miglioramento genetico fatto in laboratorio ma identico, nel risultato, a quello che si sarebbe potuto ottenere mediante un’ibridazione in campo.
Tuttavia, per la commercializzazione di questi prodotti è necessaria un’approvazione statale. In UK questa approvazione è arrivata la settimana scorsa dall’organismo incaricato, ovvero il Department for Environment, Food and Rural Affairs. Dopo questa approvazione, però, si passa alla Food Standards Agency, che deve approvare la sicurezza alimentare del prodotto, e i tempi di approvazione sono ancora incerti. Al momento, nessun organismo ottenuto attraverso il miglioramento di precisione ha ancora ricevuto l’autorizzazione alla commercializzazione per la vendita in Inghilterra.
Tropic però ha già ottenuto l’approvazione normativa per le banane che non imbruniscono in altri 10 Paesi, tra cui Giappone, Brasile e Filippine, dunque sono state avviate delle colture in America Latina per assecondare questi mercati.
Nel 2026 l’UE ha approvato il nuovo quadro normativo per le New Genomic Techniques (NGT), il Consiglio lo ha adottato il 21 aprile e il Parlamento europeo ha approvato la posizione del Consiglio il 17 giugno 2026, il che, tra l’altro, aveva generato una levata di scudi da parte di molti, tra cui Slow Food, per cui si parlava di «nuovi OGM». Il nuovo sistema, però, in Europa non è ancora operativo: il regolamento deve essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale e la maggior parte delle sue disposizioni si applicherà dopo un periodo transitorio di 24 mesi; il quadro dovrebbe quindi diventare applicabile a metà del 2028. È probabile che queste banane entrino nella categoria NGT-1, cioè le tecniche di miglioramento genetico meno invasive, per cui è previsto un iter semplificato rispetto appunto agli OGM, che in Europa continuano ad essere vietati.
