Pochissimi grassi, ricchi di fibre, alto potere saziante, magari non proprio saporitissimi: i fiocchi di crusca sono un prodotto sinonimo di regime alimentare ipocalorico e difficilmente chiunque ne abbia consumati durante la dieta li assocerebbe anche lontanamente al concetto di cibo spazzatura.
Eppure il governo del Regno Unito sta valutando nuove riforme per promuovere un’alimentazione sana che potrebbero portare ad una classificazione che li identificherebbe alla stregua di un junk food qualsiasi. Le autorità intendono infatti aggiornare il modello di profilazione nutrizionale del paese per includere gli zuccheri liberi presenti naturalmente, oltre agli zuccheri raffinati, nel determinare la salubrità di un alimento. Poiché i fiocchi di crusca contengono solitamente glucosio aggiunto da ingredienti naturali come amido di mais o di frumento per renderli più appetibili, è probabile che vengano considerati alimenti ad alto contenuto di grassi, sale o zucchero nel nuovo sistema.
Le multinazionali vs. il governo inglese

Dean O’Brien, amministratore delegato di Kellanova (precedentemente Kellogg Company), è comprensibilmente preoccupato per queste novità, che avrebbero “il potenziale di annullare involontariamente anni di lavoro e investimenti da parte delle aziende alimentari per incoraggiare scelte più sane”. Ha inoltre sottolineato i progressi compiuti dall’azienda: “Nell’ultimo decennio, Kellogg’s ha ridotto lo zucchero del 27% e il sale del 22% nei suoi cereali e, in base alle normative attuali, tutti i nostri cereali per bambini, e quattro dei nostri cinque prodotti più venduti, sono considerati sani. Tuttavia, secondo i piani appena proposti, cereali come i fiocchi di crusca, che sono ricchi di fibre e poveri di grassi saturi, verrebbero riclassificati come meno sani”.
Anche la Food and Drink Federation (FDF) ha sollevato forti critiche attraverso le parole del suo capo scienziato, Kate Halliwell: “I marchi alimentari hanno lavorato per molti anni e investito centinaia di milioni di sterline per modificare i prodotti che le persone conoscono e amano per renderli più sani. Le nuove proposte del governo rischiano di minare questo lavoro etichettando una vasta gamma di alimenti, dai cereali per la colazione ad alto contenuto di fibre agli yogurt alla frutta, come ‘meno sani'”.
Secondo Halliwell, questa mossa “crea confusione per i consumatori e per le aziende che hanno lavorato per aiutare le persone a rispettare le linee guida nutrizionali del governo. In alcune categorie, come i cereali per la colazione, rimarranno opzioni ‘più sane’ molto limitate, nonostante i cereali per la colazione siano densi di nutrienti e un’opzione facile ed economica per le famiglie”.
Un portavoce del governo ha difeso la necessità di un aggiornamento, spiegando che le precedenti regole sulla nutrizione risalivano a 20 anni fa e non “riflettevano i consigli dietetici più recenti”, aggiungendo che il “nuovo modello sposta l’attenzione dagli zuccheri totali agli zuccheri liberi e promuove diete più ricche di fibre”. Il portavoce ha poi dichiarato: “L’obesità e le diete povere derubano i bambini del miglior inizio di vita possibile, e si tratta di sostenere i genitori nel crescere la generazione più sana di bambini limitando la pubblicità e la promozione del cibo spazzatura. Attualmente stiamo consultando sull’applicazione del nuovo modello alle restrizioni pubblicitarie e promozionali e prenderemo in considerazione tutti i feedback”. Il confronto tra le istituzioni e gli operatori del settore è solo all’inizio.
