Nel gennaio del 2026, l’amministrazione Trump ha presentato le sue ormai famigerate nuove linee guida dietetiche per gli americani, introducendo una piramide alimentare invertita che privilegia le proteine animali e i latticini interi, limitando al contempo i cibi ultra-processati. L’annuncio, promosso dal segretario alla salute Robert F. Kennedy Jr. e dal segretario all’agricoltura Brooke Rollins, è stato descritto dallo stesso Kennedy come “il più significativo azzeramento della politica nutrizionale federale nella storia”, una riforma radicale che ha subito acceso una dura battaglia legale in cui si accusa il governo di aver favorito gli interessi industriali a scapito della salute pubblica.
I medici vs. i dipartimenti della salute e agricoltura
![]()
Un gruppo di medici, riunito nel Physicians Committee for Responsible Medicine, un’organizzazione non profit che sostiene le diete a base vegetale, ha infatti intentato una causa presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti del distretto di Columbia: l’azione legale mira a costringere i dipartimenti della salute e dell’agricoltura a ritirare le nuove linee guida e a impedirne l’uso futuro. La tesi dei medici è che la riforma sia stata redatta violando la legge federale attraverso il ricorso a un “comitato segreto” di scienziati legati a doppio filo ai produttori di carne e latticini.
La contestazione nasce dal confronto con il normale iter di definizione delle linee guida, che vengono aggiornate ogni cinque anni. Prima del cambio di amministrazione, un comitato consultivo indipendente composto da venti esperti aveva lavorato per quasi due anni sotto la presidenza Biden per esaminare le prove scientifiche disponibili, raccomandando di scoraggiare il consumo di carne rossa e grassi saturi, e promuovendo invece un’alimentazione basata sui prodotti di origine vegetale.
La presidenza Trump ha però rapidamente accantonato queste conclusioni: le nuove linee guida si sono invece appoggiate sul lavoro di un secondo gruppo di ricerca composto da nove membri, scelti a porte chiuse. Secondo la denuncia, quasi tutti i componenti di questo secondo gruppo presentavano conflitti di interesse, avendo legami finanziari con le associazioni dei produttori di carne bovina, latte e uova, nonché con grandi aziende alimentari: lavorando in meno di tre mesi e senza alcuna trasparenza pubblica, questo comitato avrebbe basato le proprie raccomandazioni anche su ricerche finanziate dalle stesse industrie del settore.
La reazione del comitato dei medici è stata durissima. Il presidente dell’organizzazione, il dottor Neal Barnard, ha dichiarato in un comunicato stampa: “Il governo ha permesso alle industrie della carne e dei latticini di scrivere nell’ombra le Linee Guida Dietetiche. Hanno messo soldi nelle tasche dell’industria e colesterolo nelle arterie degli americani.”. La causa legale evidenzia come le nuove raccomandazioni governative presentino gravi incongruenze rispetto alla scienza della nutrizione: secondo i ricorrenti, le linee guida “abbracciano i grassi saturi, dimezzano le porzioni raccomandate di frutta e verdura, rimuovono i limiti di assunzione giornaliera di alcol e promuovono diete alla moda”.
I medici sostengono che l’amministrazione “ha ignorato la legge federale” sostituendo le raccomandazioni del comitato scientifico originario con le indicazioni fornite da “un comitato di addetti ai lavori del settore frettolosamente riunito, senza alcuna supervisione o contributo da parte del pubblico”. La legge in questione, il Federal Advisory Committee Act, era stata creata proprio per evitare che interessi speciali e lobbistici potessero influenzare in modo opaco le decisioni dei comitati consultivi federali.
Non è la prima volta che l’associazione di medici ricorre alle vie legali contro le linee guida nutrizionali del governo. Sebbene una causa contro le raccomandazioni del 2020 sia stata archiviata nel 2023 per mancanza di legittimazione ad agire, già lontano 2000 un giudice federale diede loro ragione, stabilendo che il Dipartimento dell’Agricoltura aveva effettivamente violato le norme sui conflitti di interesse durante la nomina del comitato di allora.
La posta in gioco è altissima: queste linee guida non sono solo un consiglio per i cittadini, ma determinano le politiche di acquisto per le mense scolastiche e i programmi di assistenza alimentare. Così, mentre il Dipartimento dell’Agricoltura sta già elaborando i nuovi standard nutrizionali per le scuole sulla base di queste regole, i medici sperano che il tribunale intervenga prima che la riforma diventi strutturale.

