Il legame cibo-arte esiste dalla notte dei tempi. Davvero, esiste da quando l’uomo primitivo disegnava sulle caverne i bufali che cacciava per cibarsi. Mica è un’esclusiva del fine dining contemporaneo. C’è da dire che non sempre questo mix tra cibo e arte è riuscito bene. A volte, giusto per essere sinceri, non meglio dei graffiti dell’uomo di Neanderthal. E ogni tanto ha anche un po’ infastidito, quando si è fatto pretestuoso e forzato, e in generale quando ha mescolato senza una vera ragione cose percepite come più alte e cose più terra terra. Si può paragonare uno spaghetto alle vongole alla Gioconda? Forse no, e bisognerebbe avere più cautela negli accostamenti. Di certo, quando si tratta di cibo, è più facile riferirsi ad artisti come Andy Wharol, che ha reso un’opera perfino una lattina di zuppa, e allora ecco che il cerchio si chiude.
Ed è esattamente il tema di OFFissima, nuova manifestazione superlativa torinese, che in occasione della settimana dell’arte contemporanea che anima il capoluogo piemontese coinvolge una serie di realtà nella creazione di piatti in limited edition ispirati alla pop art.
OFFissima – Il cibo si fa arte
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Giunto all’ottava edizione, il progetto nato come Salone OFF Food Topic cambia nome e identità, ma conserva l’idea di fondo: invitare ristoranti, pizzerie, pasticcerie e gelaterie a uscire dai propri schemi e tradurre un’opera d’arte in qualcosa che si possa mangiare.
L’artista omaggiato, dicevamo, è forse il più facile (ma quindi anche il più scivoloso) di tutti: Andy Wharol. Va da sé che agevolatissimi sono i fratelli Costardi, che da sempre impiattano il loro risotto in una lattina ispirata al genio della pop art e disegnata in origine da Bob Noto. E infatti Christian Costardi da Scat_to parte proprio dall’immaginario delle lattine dell’artista per recuperare una ricetta legata alla storia della propria famiglia: la panissa. Non solo il contenitore, ma anche il contenuto è un omaggio all’artista: nella panissa di Costardi, il fagiolo di Saluggia diventa una crema con cui cuocere le midolline, completate da lardo fresco e bacon croccante, in un richiamo alla Campbell’s Condensed Soup Bean and Bacon.
I piatti da assagggiare a OFFissima
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Noi, che i piatti di OFFissima li abbiamo assaggiati in anteprima, possiamo suggerirvene qualcuno che vale davvero la pena di provare.
Il primo è quello di Cou Cou, che omaggia l’amore di Andy Wharol per il latte con i cereali, il suo pasto preferito. Lo chef Luca Poccantino trasforma i corn flakes in una panatura per il petto di pollo marinato nel latte e fritto, servito con maionesi e creme dai colori vivaci: aglio orsino, paprika, peperone e barbabietola. Un’idea ironica e super pop, ma soprattutto buona.
Molto carino è anche il piatto di Kadeh Meze Wine Bar, che sceglie di giocare con la passione di Wharol per i ritratti dei personaggi famosi del suo tempo, e utilizza David Bowie come ispirazione per un lingotto di coda di bue cotta per dodici ore, accompagnata da pak-choi bruciato, crema di barbabietola, ketchup di pomodori arrostiti e crema di peperoni gialli. Il piatto gioca con i colori del ritratto e con l’idea di un personaggio che ha fatto della trasformazione della propria immagine una forma d’arte.
Adoriamo in generale l’ottima pizza di Spunzillo&Lucariello, quindi non possiamo non citare la ricetta preparata per OFFissima e ispirata alla Venere di Botticelli (nella versione di Andy, ovviamente, rimanendo quindi nell’ambito pop) con salsa e pomodorini gialli, fiordilatte, robiola di capra, salmone affumicato norvegese selvaggio Sockeye, calendula e caviale di limone: un mix che vuole richiamare il camouflage cromatico dei ritratti wharoliani, così come fa anche la creazione di Razzo a base di cavoli: nero, viola e cavolfiore, accompagnati da crema di pane e aringa, polveri vegetali, sfere di aringa e timo fresco.
Infine, menzione d’onore per il gelato di Papalele, sul podio della nostra classifica dedicata alle 100 migliori gelaterie d’Italia, che per Offissima firma Viva Las Vegas, una combinazione interessante di arachidi e banana, arricchita da arachidi caramellate alla paprika e caramello salato. Il riferimento è al sandwich di Elvis Presley, altra icona pop ritratta da Wharol.