di Valentina Dirindin 20 Febbraio 2020
iginio massari a torino

La pasticceria di Iginio Massari a Torino finisce nel mirino dei vigili per la mancata esposizione del foglio che segnala gli alimenti congelati. A quanto si apprende da La Stampa Torino, il foglio A4 con l’origine degli alimenti (e l’eventuale indicazione di quelli sottoposti alla catena del freddo), che normalmente è esposto sul banco vetrina dei dolci del maestro pasticcere più famoso d’Italia, nel momento del controllo della Municipale non era visibile ai clienti.

La motivazione? Il plexiglas che lo conteneva si era rotto. Il problema però che, in assenza di un menu o di altra indicazione visibile al pubblico sull’origine degli ingredienti, i vigili hanno dovuto procedere con una segnalazione. Dopo un controllo dei locali, dunque, le autorità avrebbero redatto come da prassi un verbale di ispezione in cui viene contestata la mancata etichettatura.

Un episodio che rimanda alla mente quello che a suo tempo aveva coinvolto Antonino Cannavacciuolo nella sede torinese del suo bistrot, finita nel mirino dei Nas per la mancanza degli asterischi nel menu a indicare gli alimenti congelati. Una vicenda che a suo tempo aveva fatto dichiarare a Cannavacciuolo (sempre a La Stampa): “Ma quale frode? Per me significa fregare i clienti. E né io, né mia moglie, né il nostro staff lo ha fatto, lo fa o lo farà mai. Va bene che ci siano delle regole, ma applicarle in questo modo è assurdo. Si parla tanto delle difficoltà che gli imprenditori sopportano per lavorare in Italia, in qualsiasi settore. Ecco: storie come questa fanno venire voglia di andarsene da un’altra parte”.

In effetti, l’effetto mediatico della vicenda Cannavacciuolo (conclusasi poi con l’archiviazione delle accuse) era stato sicuramente sproporzionato, con l’opinione pubblica spesso erroneamente convinta che i Nas avessero trovato carenze ben più gravi nelle cucine dello chef di Villa Crespi. Tanto clamore per un asterisco, insomma. Vicenda da cui speriamo di imparare tutti a rapportarci nei confronti di lievi mancanze come quella riscontrata alla pasticceria torinese di Massari.

D’altronde, come spiega Debora Massari (socia e figlia di Iginio), il verbale dei vigili “dà conto che il cartello era presente nella pasticceria”. Un semplice disguido, dunque, dovuto a una sfortunata coincidenza del momento del controllo con un plexiglas rotto. Ma è pur sempre vero, come diceva il caro vecchio Spiderman, che “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, e un cartello rotto da Massari fa sicuramente più rumore di un cartello rotto in una trattoria di periferia.

[Fonte: La Stampa]