Torino non è Milano, né Roma. Non lo è in tanti modi, in effetti, e ci sono pure dei lati positivi, nel suo non esserlo. Non quello delle terrazze, però. Quella cosa molto romana, degli spazi con vista sulla città, dove mangiare e bere qualcosa ammirando la Capitale. Idea che spopola da un po’ pure a Milano, che la tradizione delle terrazze mica ce l’aveva, ma che a un certo punto ha colto la chiccheria dell’aperitivo in quota, con la città ai piedi e la vista sull’orizzonte. Ecco, Torino no, non ce la fa.
Torino di terrazze ne ha poche di base. Siamo al Nord, qui un tempo faceva freddo e pioveva, mica si pensava a stare sdraiati al sole a sorseggiare un drink al tramonto. Che è vero che nel frattempo c’è stato il cambiamento climatico, ma non è che puoi cambiare l’architettura di una città, a meno che tu non sia Milano e ti riempia di grattacieli che spuntano come funghi. A Torino i grattacieli sono pochissimi (due, per la verità), quindi insomma, niente nuove terrazze da utilizzare. Qualche eccezione c’è, sia nelle terrazze dove bere qualcosa sia nelle terrazze in generale.
Per esempio, a Torino, la terrazza con bar più bella della città è probabilmente quella del Turin Palace Hotel, centralissima e con vista a 360 gradi sul panorama. Monumenti, strade, la Mole Antonelliana, Superga, e poi più in fondo le montagne. Una meraviglia, di cui però non potete usufruire, a meno che non siate dei clienti dell’hotel.
L’assurdo caso del piano regolatore torinese

Per i Torinesi, tendenzialmente, la terrazza del Turin Palace è off limits, a meno che non decidano di farsi un paio di giorni di staycation e soggiornare in albergo a casa loro.
Il motivo non dipende dalla proprietà, che anzi sarebbe felice di aprire alla città, avendo già anche una proposta drink e di cucina firmata dal resident chef Beppe Lisciotto, che per quest’estate ha anche creato una sua versione interessante del tramezzino per celebrare il centenario del panino torinese. Qui si parla di un cavillo burocratico, che però va avanti ormai da anni, nonostante ogni estate il problema venga risollevato e portato alle cronache.
Il piano regolatore di Torino, che data 1995, prevede infatti una norma che vieta l’accesso a esterni oltre il primo piano degli hotel. Così, nessuno a parte coloro che hanno una stanza può accedere al rooftop, ma solo eventualmente mangiare al bistrot al piano terra (che peraltro ha una sala splendida). Però, ecco, niente aperitivo in terrazza. Già nel 2023 l’assessore all’Urbanistica della città Paolo Mazzoleni ammetteva l’assurdità della situazione, dovuta a un piano regolatore datato.
Solo che, evidentemente, un nuovo piano non si fa da un giorno all’altro, e dopo tre anni nessuno ha pensato di risolvere la questione con una deroga, o qualcosa di simile. Il piano regolatore nuovo, dicono dal Comune, sta arrivando, ma intanto la terrazza più bella della città rimane chiusa al pubblico, con conseguente danno economico dell’hotel, e disappunto pure dei Torinesi, che magari quella terrazza avrebbero piacere di frequentarla.
“La terrazza del Turin Palace è uno degli spazi che più ci stanno a cuore: offre una vista sulla città, sulla collina e sull’arco alpino che pochi luoghi sanno eguagliare, ed è da sempre molto apprezzata dai nostri ospiti”, spiega Piero Marzot, direttore generale del Turin Palace Hotel di Torino.
“Nel rispetto del piano regolatore vigente, che non consente la somministrazione di cibo e bevande in quest’area, la terrazza è riservata agli ospiti dell’albergo e agli eventi legati alla struttura. Ci atteniamo alle norme con convinzione. Resta, però, il sincero rammarico di non poter aprire questo angolo di Torino a una platea più ampia: crediamo che certi luoghi abbiano il valore aggiunto di raccontare la città a chi la abita, non solo a chi vi soggiorna”.

