Chi appartiene alla generazione x o millennial, ha assistito in prima persona al declino dei pasti in aereo: da parte integrante dell’esperienza a parodia di pranzi al sacco, fino all’abbandono totale di qualsiasi velleità, con giusto due taralli o biscottini preconfezionati. E proprio quando pensavamo di aver toccato il fondo ecco l’avvento delle compagnie low cost, a rendere l’esperienza “gastronomica” a bordo perfetta parabola delle miserie del turista mordi e fuggi.
A quanto pare qualche compagnia aerea sta però provando a invertire la tendenza, investendo in ingredienti stagionali, menu ispirati alle destinazioni e collaborazioni con chef di fama, la ristorazione in volo sta tornando ad avere un suo ruolo nell’esperienza di viaggio moderna, tanto da meritarsi una inevitabile classifica, stilata da USA Today.
La classifica delle migliori compagnie aeree gourmet

La classifica delle 10 migliori compagnie aeree per il cibo in volo nel 2025 è basata su nomination di esperti e voti dei lettori, e raccoglie i vettori che promettono un’esperienza culinaria in grado di competere con i ristoranti a terra.
Al vertice della graduatoria si colloca JetBlue, che garantisce a tutti i passeggeri snack e bevande gratuiti di marchi popolari come Goldfish (cracker a forma di pesciolini aromatizzati a vari gusti) Pepsi e Dunkin’ Donuts, mentre sui voli transatlantici, la compagnia offre la possibilità di acquistare pasti “dalla fattoria alla tavola” e bevande alcoliche premium.
Air New Zealand, in seconda posizione, basa il suo programma di ristorazione sulla cucina locale neozelandese e sull’ospitalità Māori: tutti i passeggeri sui voli a lungo raggio ricevono pasti caldi e freschi per quanto possibile, accompagnati da una selezione di vini neozelandesi di alta qualità. Korean Air, al terzo posto, propone piatti tradizionali coreani preparati con ingredienti di stagione, con un’offerta più elaborata nelle cabine premium.
Turkish Airlines, al quinto posto, è rinomata per la qualità del cibo e aggiorna frequentemente i menu per riflettere le tendenze culinarie e gli ingredienti stagionali: su alcuni voli a lungo raggio, la compagnia impiega persino “flying chefs” che preparano i piatti direttamente a bordo per migliorare la freschezza e la presentazione.
Singapore Airlines, settima in classifica, collabora con un “International Culinary Panel” composto da cinque chef globali: i loro piatti sono progettati per mantenere sapore e consistenza anche nelle cabine pressurizzate, e sono testati in ambienti che ne simulano le condizioni. I passeggeri a partire dalla Premium Economy possono prenotare i piatti principali in anticipo tramite il servizio “Book the Cook”.
L’attenzione alla regionalità è un altro elemento chiave: Air France, al nono posto, offre un’esperienza raffinata che attinge al ricco patrimonio gastronomico francese, con menu elaborati da chef acclamati e vini selezionati dal sommelier Xavier Thuizat. Sui voli a lungo raggio, sono disponibili snack buffet self-service e opzioni biologiche per i bambini.
Delta Air Lines, all’ottavo posto, reinventa i pasti con ingredienti stagionali e specialità regionali provenienti da artigiani e agricoltori locali: i passeggeri di Delta One possono godersi veri menu degustazione di varie portate, accompagnati da un servizio gratuito di birra, vino e liquori.
Analogamente, Etihad Airways, sesta, serve piatti freschi e stagionali che riflettono i sapori regionali, offrendo un menu à la carte decisamente gourmet nelle classi premium. Infine, Hawaiian Airlines, al decimo posto, esalta l’ospitalità delle isole con cucina ispirata alle Hawaii, che include tocchi locali come il caffè Kona e le birre artigianali di Maui.
Che si tratti di una semplice selezione di snack o della presenza di uno chef a bordo, sembra che qualcosa si muova, e che il cibo possa ritrovare la sua centralità dando nuovo lustro all’esperienza del volo.

