Il polpo è troppo intelligente per essere allevato?

Il più grande allevamento di polpi europeo, e uno dei pochissimi esperimenti di allevamento nel mondo ha appena chiuso e i motivi sono un mistero.

Il polpo è troppo intelligente per essere allevato?

Nel 2022 Nueva Pescanova – il colosso spagnolo presente in oltre 20 Paesi e che in quell’anno aveva registrato un fatturato di circa 1,087 miliardi di euro – ha impiantato il primo allevamento di polpi nelle acque intorno all’isola di Gran Canaria. L’investimento è stato di 65 milioni di euro, e le previsioni erano di pescare almeno 3.000 tonnellate di polpo all’anno. Le cose però sono andate diversamente e ora l’allevamento è chiuso, anzi ha appena chiuso, dato che la chiusura risale al luglio 2026. L’unico indizio sulle motivazioni della chiusura è una lettera inviata all’autorità portuale delle isole Canarie, che parla di motivi “commerciali e normativi”.

I motivi probabilmente sono molteplici, ma molti di questi potrebbero essere riassunti intorno al fatto che il polpo è un animale troppo intelligente per essere allevato.

Inoltre in questi anni gli ambientalisti hanno lavorato assieme agli scienziati per opporsi a questo enorme allevamento, ma per quanto sarebbe gradevole pensarlo, non è stato il movimento popolare a far ritirare Pescanova. Il Guardian, infatti, che per primo ha dato la notizia della chiusura, era stato a visitare lo stabilimento nel 2023, e ha chiesto più volte una spiegazione sulle motivazioni della chiusura a Pescanova, spiegazione che non è mai arrivata. Tuttavia, al suo posto ha contattato Ian Gleadall, un biologo marino della Tohoku University in Giappone che studia i polpi da 50 anni e che ha affermato che in Giappone un progetto simile era stato messo in atto dalla società Nissui, ma è fallito allo stesso modo. Inoltre i giornalisti delle isole Canarie affermano che le proteste degli ambientalisti a Gran Canaria hanno avuto luogo, ma sono state molto modeste come rappresentanza.

Cosa ha dunque fatto fallire gli allevamenti di polpo?

polpo pescato

Gli scienziati spiegano al Guardian che ogni esperimento di allevare i polpi in cattività è sempre fallito e il motivo è il comportamento del polpo alquanto speciale fin dalla nascita. Innanzitutto le larve passano 20 giorni fluttuando nell’acqua prima di stabilirsi sul fondo del mare, e devono avere la libertà di muoversi dove vogliono; se qualcosa va storto in questa fase le larve semplicemente muoiono.

Anche dal punto di vista del nutrimento ci sono dei problemi: i polpi di allevamento vengono nutriti con la pasta di pesce, tuttavia i polpi non amano mangiare le stesse cose ogni giorno e smettono di mangiare. Dunque, per risolvere il problema dell’alimentazione dei polpi di allevamento, fornendo loro cibi variati ogni giorno, l’allevamento stesso diventerebbe antieconomico.

Il dissing dell’estate è quello sul polpo crudo Il dissing dell’estate è quello sul polpo crudo

Infine c’è il carattere del polpo, antisociale, che gli impedisce di vivere in allevamento. Le prove per il grande pubblico sono nel documentario che aveva vinto l’Oscar nel 2021 intitolato My Octopus Teacher, di Craig Foster; nel documentario Foster riesce ad instaurare un rapporto di amicizia biunivoco con una femmina di polpo.

Alcuni biologi sostengono che il polpo abbia un’organizzazione mentale simile a quella degli uomini e dei grandi mammiferi. Per questo motivo il documentario, che avrebbe mostrato al mondo i polpi come essere senzienti e capaci di emozioni ha suscitato un forte dibattito sull’allevamento di questi animali.

Il punto a favore degli allevamenti è che le carni del polpo sono molto magre e molto ricche di proteine, e dunque molto richieste sul mercato salutistico attuale. E da un punto di vista di sostenibilità, il rapporto tra pesce consumato come nutrimento e qualità della carne prodotta, il polpo è sicuramente più sostenibile degli allevamenti di mucche o maiali.

Nonostante per il momento gli allevamenti siano probabilmente ancora lontani da venire, il polpo è un animale minacciato dalla pesca intensiva. The Guardian riporta i dati FAO (l’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) per cui ogni anno vengano pescate circa 370.000 tonnellate di polpo, gran parte delle quali al largo del Marocco e della Mauritania. I mercati principali sono la Cina e il Giappone, mentre la Spagna ne consuma circa 40.000 tonnellate all’anno, ovvero quasi 1 kg a persona.

Come spesso accade nel nostro mondo schizofrenico, consumiamo ardentemente qualcosa che ha risorse limitate, e non siamo in grado di arrivare all’equilibrio.

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