Il primo passo indietro della Gran Bretagna sulla Brexit passa dal cibo

Dopo anni di burocrazia, controlli alle frontiere e costi aggiuntivi, Regno Unito e Unione europea hanno definito un accordo per semplificare gli scambi di prodotti alimentari e agricoli.

Il primo passo indietro della Gran Bretagna sulla Brexit passa dal cibo

Non è un grande mistero che la Gran Bretagna si sia almeno in parte pentita della Brexit. Quella che nel 2016 era stata presentata come una riconquista della sovranità nazionale e delle libertà commerciali si è rivelata, per molti settori dell’economia britannica, una strada decisamente più accidentata del previsto. E il mondo del cibo è probabilmente uno di quelli che ne hanno pagato il prezzo più alto. Dalle difficoltà nell’importazione di prodotti freschi alle complicazioni burocratiche per gli esportatori, passando per i costi aggiuntivi dei controlli sanitari e doganali, la separazione dall’Unione europea ha contribuito a rendere più fragile e costosa l’intera filiera alimentare, e alla fine, come sempre accade, a subire le conseguenze sono stati i consumatori finali.

Le conseguenze si sono viste anche sugli scaffali dei supermercati: ritardi nelle consegne, difficoltà di approvvigionamento per alcuni prodotti, maggiori costi per gli importatori e, in determinate circostanze, una minore disponibilità di alimenti freschi. Non è un caso che negli anni successivi alla Brexit si siano moltiplicati gli appelli delle associazioni di categoria per ripristinare rapporti commerciali più semplici con l’Europa.

Il Single Malt Welsh Whisky è il primo alcolico ad avere la nuova certificazione post Brexit Il Single Malt Welsh Whisky è il primo alcolico ad avere la nuova certificazione post Brexit

Ad un certo punto però, dopo molto lavoro, la situazione sembra aver trovato un nuovo equilibrio, e ora c’è anche chi giura che non si possa più tornare indietro. Nel frattempo, però, qualcosa sta cambiando: Regno Unito e Unione europea hanno definito i dettagli di un nuovo accordo sui prodotti alimentari e agricoli, un’intesa che punta a eliminare una parte consistente degli ostacoli commerciali introdotti dopo la Brexit.

Non si tratta di un ritorno all’Europa, almeno non in senso istituzionale, ma è certamente un segnale di distensione, e non è un caso che passi attraverso il cibo.

Il nuovo accordo tra Regno Unito e Unione europea

La nuova intesa riguarda le norme sanitarie e fitosanitarie, il cosiddetto accordo SPS (Sanitary and Phytosanitary), e dovrebbe consentire di ridurre drasticamente certificazioni e controlli sulle merci alimentari che attraversano la Manica.

In concreto, sarà più semplice esportare e importare carne fresca, pesce, molluschi, prodotti agricoli e sementi, tra cui le patate da semina. L’obiettivo è avvicinare nuovamente le regole britanniche a quelle europee, evitando che ogni partita di merce debba affrontare procedure che, in molti casi, hanno trasformato un normale scambio commerciale in un percorso a ostacoli.

Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, diventata effettiva sul piano commerciale al termine del periodo di transizione, il 31 dicembre 2020, i controlli introdotti alle frontiere, le certificazioni sanitarie e le nuove procedure hanno reso più complicato esportare alimenti freschi e deperibili. Il Guardian riporta che le esportazioni alimentari britanniche verso l’Europa sono diminuite di circa un terzo rispetto al 2019. Un dato che restituisce la dimensione delle difficoltà incontrate dal comparto. Tra i prodotti maggiormente penalizzati figurano uova, pollo e derivati delle patate. Anche il consumatore britannico ha dovuto fare i conti con un mercato meno semplice da rifornire, soprattutto quando si tratta di prodotti europei di nicchia, piccoli quantitativi e specialità gastronomiche.

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L’accordo è atteso in vigore nel primo trimestre del 2028, dopo l’approvazione delle necessarie modifiche legislative britanniche e un periodo di transizione per alcune categorie di prodotti. Non sarà quindi un cambiamento immediato, ma la direzione è certamente significativa.

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