Per diversi anni l’Italia ha assistito a un paradosso economico lungo le rotte del Mediterraneo: pur essendo le acque italiane il teatro naturale in cui il tonno rosso migra ogni anno tra maggio e giugno per fini riproduttivi, il nostro paese ha infatti progressivamente perso il controllo diretto sulle fasi più redditizie della sua filiera , e mentre gli armatori italiani effettuavano le catture mediante la pesca a circuizione o le tradizionali tonnare, una volta tirato a bordo il pescato, la catena del valore si interrompeva nei confini nazionali.
Il tonno rosso catturato dagli operatori italiani veniva infatti sistematicamente acquistato da aziende straniere, in particolare provenienti da Malta e dalla Spagna, per poi essere trasferito oltre confine dove venivano realizzate le delicate operazioni di finissaggio e allevamento nelle gabbie a mare. Da lì, il prodotto finito raggiungeva i mercati globali più redditizi, come quello giapponese, mentre la quota maggioritaria e più significativa del valore economico generato lungo l’intera filiera rimaneva concentrata e trattenuta fuori dai confini italiani.
Riportare la filiera del tonno rosso in Italia
![]()
Per invertire questa tendenza e riprendere il controllo su una delle nostre risorse ittiche più pregiate, alla fine del 2022 è nato il Consorzio Tonno Rosso d’Italia, poi evoluto in Organizzazione di Produttori, e, sotto la guida del Presidente Giuseppe Maria Guarna, del Vicepresidente Pietro Avolio e del Consigliere Gilles Pappalardo, l’iniziativa si è proposta di ricomporre l’intero percorso produttivo: dalla cattura all’allevamento, fino alla trasformazione e alla commercializzazione. La flotta consorziata integra oggi diciassette unità navali avanzate affiancate da presidi storici di valore inestimabile come la tonnara fissa dell’isola di San Pietro a Carloforte. Nel definire il ruolo centrale dei propri pescatori e armatori, la governance dell’organizzazione ha ribadito con chiarezza la propria visione dichiarando che “I nostri armatori sono i custodi del mare.”.
Il progetto industriale punta a radicare direttamente in Italia le fasi di allevamento che in passato venivano esternalizzate all’estero. Attraverso l’installazione di gabbie marine dedicate, come il sito realizzato dinanzi alla costa di Ercolano e la struttura complementare destinata al pescato del Canale di Sicilia e del Mediterraneo orientale, l’allevamento del tonno rosso tornerà a svolgersi sul territorio nazionale sotto la sorveglianza stringente dell’ICCAT, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico. L’organizzazione ha scelto una forma societaria fortemente orientata all’impatto positivo e alla responsabilizzazione sul territorio: “Non siamo solo produttori, siamo un Consorzio Benefit. La nostra missione va oltre il profitto commerciale: ci impegniamo attivamente per la sostenibilità sociale, la tutela delle risorse marine e la valorizzazione delle comunità costiere locali, creando un impatto positivo per tutto l’indotto.”.
La collaborazione del consorzio con le autorità è stretta: “operiamo con la massima trasparenza istituzionale, orgogliosi del nostro riconoscimento ufficiale e operando in stretta sinergia con il MASAF per garantire l’eccellenza e la legalità in ogni fase della filiera.”. Questa collaborazione ha favorito l’ottenimento di quattro certificazioni internazionali rilasciate da Bureau Veritas nel marzo 2026 e la registrazione del marchio collettivo europeo presso l’EUIPO. Parallelamente, un Programma di Filiera dal valore complessivo di circa 11 milioni di euro sostenuto dal PNRR tramite ISMEA e il Ministero dell’Agricoltura sta finanziando investimenti tecnologici e scientifici previsti fino al 2029.
Tra le attività spiccano l’impiego di boe oceanografiche per monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici sul mare e l’adozione di pratiche di economia circolare per valorizzare ogni scarto di lavorazione nei settori farmaceutico, cosmetico e del pet food. Il piano è quindi molto ambizioso, ma l’attività del consorzio potrebbe porsi come un modello sostenibile e tracciabile dalla cattura alla tavola.
