In Champagne non si è mai vendemmiato così presto

Quella del 2026 si appresta ad essere l'annata più precoce della storia della Champagne, con la vendemmia che potrebbe partire già a ferragosto.

In Champagne non si è mai vendemmiato così presto

Il caldo implacabile di quest’estate non risparmia nessuno, e certamente nemmeno le colline della Champagne, per quanto territorio privilegiato, non si possono certo sottrarre. Con queste temperature la natura ha fatto velocemente il suo corso, mettendo la regione sulla rotta per la vendemmia più precoce della sua lunga storia: le previsioni indicano infatti che i primi tagli potrebbero avvenire già intorno al 10 o 15 agosto, battendo i record stabiliti negli anni passati, come quello del 2020 quando si iniziò il 17 agosto.

Vendemmia a ferragosto

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Jean-Baptiste Lécaillon, lo chef de cave di Louis Roederer, ha confermato questa tendenza spiegando che “la data di inizio ufficiale è il 15 agosto, ma alcuni luoghi potrebbero iniziare qualche giorno prima, come Montgueux, che è un sito eccezionalmente soleggiato”. Proprio Montgueux, con la sua posizione privilegiata, potrebbe dare il via alle danze il 10 agosto, segnando un momento storico per la denominazione. Nonostante il calore intenso di questo periodo, Lécaillon resta fiducioso sulla salute della pianta, osservando che “grazie ai sottosuoli di gesso cretaceo, non c’è stress idrico”.

Tuttavia, il percorso verso questa vendemmia anticipata non è stato privo di ostacoli. La stagione era iniziata con un risveglio precoce delle viti, stroncato poi da tre ondate di gelo primaverile che hanno devastato mediamente il 40% dei primi germogli. Jérôme Durand, direttore generale di Canard-Duchêne, ha sottolineato l’eccezionalità del momento affermando che il raccolto “inizierà quasi una settimana prima rispetto a quella dell’anno scorso – e quella è stata una vendemmia molto precoce”.

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La preoccupazione per le temperature attuali è palpabile anche nelle parole di Cynthia Fossier, enologa della stessa maison: “Oggi il vigneto è bellissimo, ma la temperatura è troppo alta. Abbiamo avuto il gelo, il che significa che abbiamo perso il 40% del raccolto, e ora, con quello che rimane, c’è il rischio di scottature solari”. Le previsioni per quest’anno vedono una resa commerciabile al di sotto dei 90 quintali di uva per ettaro, qualcosa in meno di 290 mila bottiglie, mantenendosi comunque stabile rispetto al 2025 ma in costante calo dal 2022.

La Champagne si prepara quindi a un agosto di lavoro intenso, dovendo gestire anche la sfida logistica dell’inizio fissato in un giorno festivo, e resta l’incognita delle prossime settimane. Se il meteo dovesse improvvisamente rinfrescarsi, l’inizio ufficiale potrebbe slittare verso il 28 agosto, ma per ora tutto sembra indicare che il 2026 sarà un anno destinato a restare negli annali per la sua incredibile precocità.

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