Quello dello spostamento del commercio nelle grandi gallerie commerciali e nei grandi centri urbani è un problema politico. In Germania, ad esempio, lo hanno collegato all’aumento del consenso per le estreme destre.
In Renania-Palatinato il partito di estrema destra Alternative für Deutschland è arrivato terzo – con quasi il 20% dei voti totali – alle elezioni regionali di marzo. Una delle ragioni di questa crescita risiede nel fatto che le zone rurali si sentono isolate e abbandonate: circa il 57% dei residenti tedeschi, cioè 47 milioni di persone, vive in aree rurali, (secondo l’istituto pubblico Thünen) e queste regioni sono spesso caratterizzate da scarso accesso a internet veloce e trasporti pubblici insufficienti.
Con un programma pilota chiamato “negozi di villaggio ibridi”, in Renania-Palatinato, dal 2025, le attività esistenti vengono adattate in modo che gli abitanti sopra i 18 anni possano fare acquisti autonomamente fuori orario: entrando con un badge elettronico o una tessera, facendo la spesa e pagando da soli.
Daniel Posch, ricercatore della fondazione Bertelsmann a Berlino, studia come le politiche regionali possano ridurre la polarizzazione politica e il sostegno all’estrema destra. Secondo lui, salvare i negozi di villaggio può contribuire a ristabilire la comunità. Ha dichiarato al Guardian: “Non so se questo possa immediatamente recuperare voti, ma può creare spazi in cui le interazioni quotidiane ricostruiscono infrastrutture di democrazia. Reti locali più fitte contribuiscono a un elettorato più equilibrato, meno polarizzato e meno radicalizzato.”
Cosa è successo in pratica nei villaggi con i negozi ibridi

I negozi ibridi sono appunto ibridi, cioè sono negozi di villaggio aperti normalmente durante il giorno e per questo funzionano anche come centri di aggregazione,; poi però restano aperti anche quando non c’è personale all’interno, quindi sono accessibili 24 ore su 24. In questo modo aumentano i guadagni senza aumentare i costi di gestione.
Ehtechame, 68 anni, responsabile del negozio Dorfladen di Seibersbach, 1200 anime, ha ammesso – intervistata dal Guardian – che lasciare entrare i clienti da soli nel negozio è stato inizialmente un salto nel vuoto, nonostante le sei telecamere di sicurezza. Ma alla fine ha funzionato: non sono stati registrati furti o atti di vandalismo durante le ore non presidiate. Il negozio offre prodotti di prima necessità forniti da un grande distributore, oltre a specialità locali come salsicce, senapi e formaggi prodotti nella zona e vini bianchi della vicina Mosella. Dorfladen ha anche una piccola caffetteria con uno spazio esterno dove i “pensionati robusti” della zona (si fanno chiamare proprio così) si trovano a bere caffè e a mangiare fette di torta dopo aver sistemato le aiuole della piazza o dopo aver portato a casa dei pensionati meno robusti il terriccio o le casse di bottiglie d’acqua, che sono difficili da trasportare.
Anche i commessi sono contenti del passaggio all’ibrido: dopo un iniziale scetticismo hanno scoperto di poter diminuire le loro ore di lavoro mantenendo intatta la paga a fine mese.
Il programma dei negozi ibridi prevede una serie di aiuti economici pubblici, altrimenti quelle attività non sopravviverebbero. L’investimento iniziale varia dai 30 ai 50 mila euro ed è a carico dei Land. In questo modo il governo locale copre circa il 90% dei costi di automazione per rendere il negozio ibrido. In cambio ci guadagna un villaggio vivo, un miglioramento dell’economia locale e elettorato felice.
La Renania-Palatinato ha sostenuto 4 negozi ibridi dall’inizio del 2025, con altri 40 in arrivo in attesa dell’approvazione del nuovo governo regionale conservatore, dopo che i primi risultati hanno mostrato maggiore soddisfazione dei clienti e un aumento dei profitti fino al 20%. Diversi Land tedeschi, tra cui Baviera, Baden-Württemberg e Bassa Sassonia, hanno avviato programmi simili.
