In Giappone c’è anche il pelo di gatto commestibile

L'ultima (adorabile) stranezza nipponica è uno zucchero filato che imita benissimo la pelliccia densa e soffice del vostro micio di casa.

In Giappone c’è anche il pelo di gatto commestibile

Chi ha un animale domestico lo sa: la battaglia contro i peli è persa già in partenza. Amiamo così tanto i nostri amici a quattro zampe che magari non ci facciamo neanche caso, tranne quando dobbiamo indossare il vestito buono e ci accorgiamo che è diventato una spazzola acchiappa peli. Del resto, questo è il prezzo da pagare per poter approfittare della loro irresistibile morbidezza.

Cani e soprattutto gatti a pelo lungo ne perdono parecchi, e a raggrupparli vengono fuori certi gomitoli che ci si potrebbe cardare la lana. Per inciso, qualcuno ci ha già provato. Ma nessuno finora aveva pensato che questi agglomerati morbidissimi potessero essere traslati in cibo.

Nessuno tranne il Giappone, paese ossessionato dal neko o gatto. L’animale osannato da Hello Kitty in giù è diventato l’emblema di una nazione intera, tanto da costruirci intorno un intero immaginario. Luoghi, eventi, gadget e soprattutto cibo. Così nasce uno snack trompe l’oeil: zucchero filato che imita in tutto e per tutto il pelo di gatto – tranne, ci auguriamo, che nel sapore.

Tira più un pelo di gatto…

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Ebbene sì. Avete presente i gatti a pelo lungo? Io sì, visto che sono l’ “umana” di un Sacro di Birmania, razza simile al Ragdoll caratterizzata da folta pelliccia bianca e occhi azzurrissimi. Non mi dilungo oltre: sapete che noi gattari rischiamo di partire per la tangente quando si tratta delle nostre adorabili tigri domestiche.

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Concentriamoci sulla domanda di partenza. Il pelo di gatto ha una consistenza soffice e lanosa, che non si può definire con altro termine se non il forestierismo sull’inglese fluffy, ovvero fluffosa (Accademia della Crusca faccela passà). La densità visiva e tattile è unica nel suo genere, specie quando questa specie di ammasso peloso proviene dai gatti bianchi di cui sopra.

Ebbene, qualcuno è riuscito a ricrearla, e a renderla pure commestibile. Si tratta del Giappone, notoriamente patria delle cose inutili e allo stesso tempo così dannatamente carine che non si può proprio farne a meno. L’azienda di articoli per gatti Necoichi ha creato uno snack che si auto descrive: pelo di gatto commestibile.

Com’è il pelo di gatto commestibile

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Tranquilli, nessun felino è stato tosato, disturbato o maltrattato in nessun modo. Si tratta in sostanza di zucchero filato che imita in maniera impressionante consistenza e colore della pelliccia. Un prodotto dichiaratamente “per amanti dei gatti”, di quelli talmente patiti che se potessero se la mangerebbero sul serio.

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L’apparenza comunque inganna. Perché, oltre a non trattarsi in alcun modo di un prodotto di origine felina, il pelo di gatto commestibile nasconde anche altro. Nei suoi meandri ci sono dei pezzettini di caramella, per un contrasto croccante anche all’udito. Del resto, da patiti delle fusa, un suono vibrante di sottofondo serve sempre.

L’innovativo zucchero filato è venduto in contenitore kawaii riutilizzabile, possibilmente per collezionare i veri peli di gatto, e magari portarseli in giro per avere sempre un pezzo di neko con sé. Attenzione in quel caso a non scambiare una cosa con l’altra. Potreste ritrovarvi fra i denti una brutta sorpresa, e magari ricredervi sul vostro amore sconfinato (scherzo, non succederà MAI).

Se vi interessa l’esperienza, beh l’unica è andare in Giappone. Il pelo di gatto commestibile si trova a Yokohama, al modico prezzo di 980 yen o poco più di 5 euro a confezione. Altrimenti beh, sapete già cosa dovete fare. Inebriatevi della testolina fragrante del vostro micio, sbaciucchiatela tutta e sussurrategli Ti mangio. L’effetto, vi assicuro, è praticamente lo stesso.

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