Ottime notizie per tutti quei millennials che non si sono potuti permettere di comprare casa per colpa del consumo, a detta di qualcuno inopportuno, di toast ai diamanti. In questo caso la pietra preziosa in questione ha colore verde brillante, consistenza cremosa e dove la metti la metti sta benissimo. Stiamo parlando dell’avocado, frutto esotico considerato a lungo cibo per ricchi. O, come in questo caso, frutto proibito per chi in teoria dovrebbe risparmiare. Finalmente possiamo dirlo: in Italia non lo è più. Lo dimostrano i consumi, i dati di produzione e soprattutto i prezzi in discesa.
Inversioni di tendenza

Possiamo dire che l’avocado è il pomodoro del ventunesimo secolo? Entrambi sono frutti, ma la loro versatilità e soprattutto il bassissimo contenuto di zuccheri (1 grammo su 100 per l’avocado) li rende praticamente ubiquitari in cucina. In più il frutto “testicolo”, dal nome originale aguacate in spagnolo per la sua forma ovale allungata, è una fonte di grassi “buoni” al cento per cento vegetali. Aggiungerne qualche fetta a un piatto, come accade nel toast aperto ad esempio, ha benefici equivalenti (in termini di gusto, calorie e grassi) al proverbiale e sanissimo cucchiaio di olio extravergine di oliva a fine cottura.
Adesso c’è un motivo in più per mangiarlo: il costo relativamente basso, almeno comparato a quello di pochi anni fa. In Italia il prezzo dell’avocado è sceso del 30%. Dalla fascia 3,50-5 euro di venti anni fa, fino ai 2,50 euro in media al pezzo di oggi. Merito della sua diffusione a tutti i livelli: non più soltanto appannaggio dei coffee shop specializzati in brunch, ma anche e sempre più sulle tavole italiane. In pratica, stiamo imparando ad apprezzarlo e soprattutto a usarlo in cucina.
La sua presenza ormai fissa sui banchi dell’ortofrutta si deve inoltre allo sviluppo di una produzione nostrana. Non più avocado provenienti da oltreoceano o da località controverse come Israele. Oggi si compra dal sud Italia, e la Sicilia è la regione che traina questo settore. In generale, e per ragioni molto simili, in Italia consumiamo molta più frutta esotica. Le stime del Centro Servizi Ortofrutticoli parlano di 900mila tonnellate annue, e i dati sono in crescita.
Inversione di tendenza, di nuovo, invece per la frutta “normale”. Il premio al rincaro si deve incredibilmente alla mela, con prezzi quasi raddoppiati. Il frutto proibito della tradizione adesso diventa proibitivo per il portafoglio, causa aumenti del 91%. Stesso discorso per il pomodoro di cui sopra che schizza a un +106%. Niente paura, sappiamo già cosa fare: al posto della bruschetta, ci buttiamo volentieri sull’avocado toast.

