di Chiara Cajelli 8 Ottobre 2019
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Polpa calorica, burrosa, freschissima, morbida: chi non ama l’avocado? Io moltissimo, potrei mangiarmelo a cucchiaiate come fosse panna cotta e infatti sono qui per uno smielato elogio nei suoi confronti. Voi lettori di Dissapore siete molto preparati, ma ripasserò in ogni caso le regole per aprirlo, pulirlo e gustarlo al meglio. Vediamo quindi come si mangia l’avocado!

Ripassino sull’avocado

In commercio esistono principalmente due varietà di avocado, molto distinte tra loro e perciò ben riconoscibili:

  • varietà Hass: forma ovoidale e di dimensioni variabili, dalla scorza rugosa e molto scura se maturo. Si tratta della qualità più apprezzata in cucina, per la sua polpa compatta e burrosa;
  • varietà Fuerte: ha una forma a pera ed è piuttosto grosso, la scorza è verde sia in fase acerba che in fase di maturazione e la sua polpa è compatta ma leggermente più acquosa rispetto all’Hass

Come capire se è maturo

Una delle difficoltà maggiori nella scelta dell’avocado, è proprio comprendere se tra le mani ne abbiamo uno acerbo o – peggio – troppo maturo. Essendo un frutto molto delicato, non è consigliabile premere la scorza per verificarne la durezza, perché in ogni caso si potrebbe rovinare. Un metodo efficace è verificare il picciolo, in questo modo:

  • prendete il picciolo e tiratelo: se si stacca facilmente dopo una piccola resistenza allora l’avocado è sicuramente maturo, se non si stacca allora è acerbo, se salta via appena lo si tocca allora è probabile che sia troppo maturo (e purtroppo se ne ha la certezza solo al taglio, quando si ha la sorpresa di una polpa ingrigita e fibrosa);
  • una volta rimosso, notare il colore nel vano del picciolo: non deve essere né gialla né marrone, perché significherebbe o avocado acerbo o decisamente troppo maturo

Come aprire l’avocado

Aprire l’avocado è più semplice di quanto si immagini, basta avere una bella lama importante e un po’ di decisione nei gesti. Per prima cosa tagliate l’avocado a metà e per il lungo – mai in senso equatoriale – quindi separate le due metà roteandole un po’ come si fa per aprire le pesche. Inevitabilmente, in una delle due rimarrà il grosso nocciolo. Per togliere il nocciolo avete due vie:

  • la più pratica è usare una lama spessa: tenete l’avocado nel palmo e, con un gesto deciso, battete la lama sul nocciolo in modo che si conficchi in esso. A questo punto non tirate ma fatelo roteare leggermente su se stesso e verrà via in un attimo;
  • con un cucchiaio: metodo senza lame, certo, ma che rischia di rovinare la polpa. In pratica, dovete usare il cucchiaio per scavare sotto il nocciolo ed estrarlo. Non usate questo metodo se vi serve l’avocado intatto (magari per farlo ripieno al forno)

Come estrarre la polpa

La polpa può essere stratta in molti modi e la scelta ricade sempre in base alla ricetta che state per fare. Fondamentalmente ci sono 3 modi:

  • scavatelo con forchetta o cucchiaio se dovete poi frullarlo;
  • con una lama intagliatelo a griglia facendo attenzione di non incidere la scorza, in questo modo otterrete una trama regolare. Con un cucchiaio, a questo punto, scavate l’avocado rimanendo ben adesi alla scorza: estrarrete direttamente dei cubetti di avocado, ideali da aggiungere in un’insalata
  • estraete la polpa intera scavando con il cucchiaio come indicato nel punto precedente: in questo modo potete tagliare la polpa a fettine regolari o come preferite, per arricchire dei tramezzini come nella foto principale

Come mangiarlo

L’avocado è in grado di impreziosire immediatamente anche il piatto più semplice, apportando incredibili proprietà nutritive nonché un tocco esotico. Ecco come gustarlo al meglio.

In insalata

In insalata, inteso sia come ingrediente aggiunto a misticanza, sia come avocado in purezza, è un eccellente contorno. Tagliatelo a cubetti o a fettine sottile, quindi conditelo con cipolla rossa a fette e lasciata in ammollo, sale, pepe e le erbe aromatiche che preferite. Strepitoso, fresco e soddisfacente!

Guacamole

Il guacamole è una salsa (o cremosa, o con avocado sminuzzato ma consistente) antica che risale al popolo degli Aztechi. Messico e America Latina in genere ne fan gran uso e chi ama l’avocado non può che apprezzare (lo ama persino il musicista Jack White). Gli ingredienti sono pochi ma conferiscono una sapidità unica: avocado sminuzzato con i rebbi di una forchetta o tramite mortaio e succo di lime o limone (che blocca l’ossidazione della polpa esposta). In più, a seconda della zona: pomodori a brunoise, coriandolo, alcuni mettono cipolla. Ideale per aperitivi in accompagnamento a tortillas o pane carasau, su bruschette o tartine, ma anche come condimento in un hamburger.

Al forno e ripieno

Per fare l’avocado ripieno è preferibile la varietà fuerte. Si apre l’avocado lasciando intatta la polpa nel guscio, si scava ulteriormente il vano del nocciolo in modo da allargarlo e poi si condisce. La polpa con una macinata di sale e pepe, si “fodera” il vano con del formaggio spalmabile e poi si rompe al suo interno un uovo o lo si riempie con salmone. In forno per una ventina di minuti ed ecco fatto!

Avocado toast

Il re del brunch o delle colazioni salate. Pane tostato bello croccante e poi, semplicemente, lo si arricchisce con avocado sminuzzato in purezza o condito come più piace. Ecco una bella guida per prepararlo come si deve.

Nei dolci

Non lo direste mai, ma l’avocado si abbina perfettamente con zucchero e cioccolato: mousse e cheesecake a base di avocado sono peculiare e molto fresche, ad esempio. L’avocado può anche sostituire le uova in una torta, essendo piuttosto grasso e oleoso – certo, dipende molto dalla torta che state preparando, nella torta di mele non lo metterei ma in una torta al cioccolato perché no?

 

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