In Michigan hanno creato 5 varietà di patate appositamente per le patatine

Si parta dalla patata. Le nuove varietà ibridate in USA promettono stabilità su tutta la filiera per patatine leggere, croccanti e appetitose.

In Michigan hanno creato 5 varietà di patate appositamente per le patatine

Croccante, vaporosa, salata, speziata, liscia, crespa, rigata, rustica. C’è l’imbarazzo della scelta, ma esiste la formula per la patatina perfetta? Al di là di tutte le variabili di gusto e consistenza, la risposta potrebbe semplicemente celarsi nella materia prima. Un’università del Michigan ha creato 5 varietà di patate studiate appositamente per l’industria delle patatine confezionate. Lo scopo è quello di agire sull’intera filiera partendo dall’inizio e assicurando stabilità dal campo al sacchetto.

Grazie alle caratteristiche intrinseche, come livello di zuccheri, consistenza e resistenza alle malattie, questi nuovi tuberi potrebbero costituire il futuro dello snack più ubiquitario. Il progetto per adesso riguarda solo gli Stati Uniti, anche se dire “solo” è riduttivo. Si tratta del più grande produttore al mondo, i cui brand da centinaia di milioni di dollari raggiungono in un modo o nell’altro anche noi. Quindi preparatevi: le patatine 3.0 saranno davvero una novità, e ci auguriamo anche più appetitose.

Patatine perfette

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Dal cinema all’aperitivo, dalla ricreazione alle feste di compleanno, la presenza delle patatine sulla tavola è ormai quasi scontata. Ma non lo è altrettanto la loro fattura, specie per i palati più attenti ed esigenti. C’è chi si accontenta di patatine loffie, di esemplari pastosi, troppo salati, pesanti e difficili da digerire. E c’è chi no. A porsi il problema della qualità del prodotto finale è la Michigan State University, con tutti gli interessi (e i fondi) della Michigan Potato Industry Commission.

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I ricercatori si sono chiesti: non è che per creare la patatina perfetta dobbiamo partire dalla patata perfetta? Così parte un progetto ambizioso, che coinvolge anche il Dipartimento dell’Agricoltura e Potatoes USA, la cooperativa che raccoglie tutti i produttori del paese. Il fine, nelle parole del team di ricerca, è quello di “rafforzare l’offerta di patatine negli Stati Uniti migliorando resistenza alle malattie, conservazione a lungo termine e affidabilità nel processo produttivo”.

Dunque si parta dal campo. Anche perché ce n’è bisogno. Se è vero che le patatine si producono in continuazione, il raccolto di patate avviene una volta l’anno, e l’industria di certo non può aspettare. “Se una varietà non riesce a mantenere la qualità durante il processo di trasformazione o a resistere alle malattie, rischia di penalizzare tutta la filiera”. A dirlo è David Douches, coltivatore e professore alla MSU che ha supervisionato l’intero progetto.

Secondo Douches dunque è rischioso affidarsi a un’unica varietà. Avere a disposizione una molteplicità invece “spalma” i rischi legati a clima, malattie e conservazione, e aiuta a mantenere la filiera stabile. Inoltre e non meno importante, assicura continuità e un pizzico di varietà a quello che finisce nel sacchetto. Sempre rispettando gli standard fissati da ricerca e industria.

Le 5 nuove varietà

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Cosa rende così speciali i tuberi in questione? Innanzitutto il lavoro che c’è dietro. “Le patate sembrano una cosa semplice”, dice Douches, “ma ibridarle per venire incontro alla domanda odierna è tutto un altro paio di maniche”. Le nuove varietà sono in campo da anni, in senso letterale e non. Test su test sono stati fatti in Michigan e su altri stati, e solo adesso i semi stanno passando dalle coltivazioni di ricerca a quelle effettive.

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Poi ci sono le proprietà qualitative e tecnologiche. Le nuove varietà hanno basso contenuto di zuccheri e integrità strutturale, caratteristiche che garantiscono consistenza, resistenza e mantenimento di colore e sapore fino a otto mesi. Ovviamente si prestano molto bene alla frittura. Ma conosciamole meglio in base ai loro punti di forza.

  • Manistee: la prima mai creata, standard per la conservazione a lungo termine e il mantenimento delle caratteristiche nel processo produttivo.
  • Mackinaw: combina stabilità e resistenza alle malattie, in particolare virus Y e peronospora.
  • Petoskey: ricca di amido ideale per la frittura (assorbe meno l’olio), resiste alla scabbia comune della patata e mantiene il colore.
  • Huron Chipper: ha forte potenziale di rendimento, resiste ai funghi, si adatta a suoli diversi.
  • Blackberry: con buccia e polpa viola espande il portfolio di produzione in mercati specifici, inoltre possiede fortissima resistenza al virus Y.
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I tuberi sperimentali di oggi saranno le patatine del futuro? Probabilmente sì, e l’industria ringrazia. Ma anche, in via indiretta, il nostro palato. Che chiede in continuazione patatine leggere, croccanti e gustose, il più “naturali” possibili e possibilmente senza troppi sensi di colpa. Ok, nella vita non si può avere tutto: proviamo a partire dalle patate giuste e poi vediamo.