Si chiama Ego, ed è un festival food che porta al centro la Puglia e la sua cultura del cibo. In un panorama in cui gli appuntamenti enogastronomici si moltiplicano e si infittiscono, ce ne sono alcuni che si stanno posizionando in modo molto specifico per raccontare il mondo del food in maniera diversa, più trasversale, attraverso protagonisti e prodotti.
Ed è bello che alcuni di questi raccontino il Sud Italia (pensiamo al Bob Fest, di cui siamo stati media partner e che ha messo la Calabria al centro del mondo gastronomico) un territorio ricco di tradizioni, di materie prime, di bellezza gastronomica da raccontare. Ecco, la prima cosa bella di Ego Food Fest ci sembra proprio che sia il posto in cui si svolge, ovvero Taranto, una città che merita una visione differente che forse un evento di questo genere può contribuire a dare.
La storia dell’Ego Food Fest e l’edizione 2026

Che poi l’Ego Food Fest non è un evento nuovo, c’è da quasi dieci anni, ma come è fisiologico ci ha impiegato un po’ a crescere e a costruirsi un’identità, anche grazie agli chef, ai pizzaioli, ai produttori che hanno partecipato nelle sette edizioni passate. Più di mille, in effetti. Solo quest’anno arriveranno per l’edizione 2026 (prevista dal 17 al 20 aprile) 70 maestri pizzaioli, chef stellati e non, oltre cinquanta produttori d’eccellenza. A tutti loro – fanno sapere gli organizzatori – verrà richiesto di firmare un decalogo “per cambiare la ristorazione”: dieci punti che sono un impegno concreto per modificare il paradigma in senso più etico.
I primi – i pizzaioli – saranno protagonisti di una grande festa popolare nell’ Arena di Villa Peripato di Taranto, e ci piace l’idea che la pizza – anche quella “gourmet” di Ciccio Vitiello, Massimiliano Prete o Renato Bosco, per citare qualche nome coinvolto – torni ad avere il significato pop e di socialità che ha sempre avuto.
Ai produttori e agli chef andrà il palco delle masterclass (oltre venticinque quelle previste) che verteranno, come tutto il festival, intorno a un grande tema, molto contemporaneo e attuale: “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”. I primi ad affrontarlo, e c’è da credere che sarà un bell’ascoltare, saranno Enrico Bartolini e Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
Gli chef – numerosi, interessanti come Jacopo Ticchi e squisitamente local come Domingo Schingaro, custodi di lunghe storie come Ernesto Iaccarino e nuovi talenti contemporanei come Francesco Brutto – saranno poi protagonisti anche della “dinner incredible”, una cena “incredibile” che promette di portare la Puglia al centro e di raccontarla al mondo attraverso il linguaggio del cibo.