Se in consumi di vino rosso stanno calando, soprattutto durante l’estate, i motivi sono tanti, e potremmo stare qui a parlarne per ore. Il cambiamento delle abitudini di consumo di alcolici delle nuove generazioni hanno radici diverse, e il mondo del marketing le analizza, senza però venire troppo a capo di cosa sarà del futuro di molti importanti vini (soprattutto) italiani.
Perché quel che è certo è che si beve sempre meno vino, e in particolare sempre meno vino importante (non a caso il vino di maggior successo in Italia è il Prosecco): il pubblico non ha voglia di bere vini strutturati, ed è spaventato da gradazioni alcoliche che, a causa dei cambiamenti climatici, crescono in continuazione.
In generale, soprattutto nelle nuove generazioni, i consumi di vino calano a favore di analcolici, nei casi di chi sceglie una vita più salutista o di superalcolici, quando invece il tema è la facilità nella scelta e nella comprensione di un mondo come quello del vino, che non ha voluto fare nulla per facilitare il suo linguaggio al consumatore.
Se un giovane si sente in imbarazzo all’idea di ordinare un vino, e anche perché una certa cultura ha contribuito a creare questa soggezione, che porta con sé alcuni tabù che è difficile scardinare. Come quello del vino rosso che si può bere anche freddo.
Il vino rosso si può bere freddo?
Il tema qui è di importanza cruciale, e non è per nulla una questione filosofica. Anni fa Oscar Farinetti disse in una diretta Instagram con una influencer internazionale che il Barolo era un vino piacevole, da bere un po’ freddo. E in effetti, in quell’occasione, anche noi pensammo che forse avesse perso un po’ la bussola.
A posteriori, invece, è possibile che Oscar Farinetti – che tra le altre imprese acquisì tempo fa la storica tenuta Fontanafredda, in Langa – stesse tentando una via d’uscita.
Il Barolo, oggi, patisce moltissimo il calo di consumi. Lo patiscono i suoi colleghi meno nobili, anche solo il Barbera, tanto che per far fronte al tema dell’invenduto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha lanciato la proposta di lavorare su una filiera dell’aceto piemontese.
I rossi patiscono tutti, soprattutto in estate, quando il consumatore sceglie ancora di più vini più freschi, beverini, facili. E allora forse è arrivato il momento di seguire un po’ il mercato, e di mettere da parte certe convinzioni. In definitiva, di sdoganare il vino rosso freddo.
Cosa succede in UK
Un tema di cui si parla in UK, dove la BBC dà notizia di una degustazione avvenuta all’enoteca Half Cut a Kentish Town a Londra, dove i vini rossi sono stati serviti prelevati direttamente dal frigorifero. “È una cosa che i clienti ci chiedono esplicitamente”, spiega la proprietaria Holly Willcocks. “Penso che stia diventando, lentamente ma inesorabilmente, qualcosa che sta davvero appassionando le persone”.
Ora. Capiamo che magari servire un Barolo ghiacciato non è il massimo dell’esperienza di consumo, e probabilmente neanche noi arriveremmo a tanto. Ma qui si tratta di andare incontro a un pubblico sempre più ampio che ha deciso che quella tipologia di consumo lì non è più interessante, almeno non come una volta. Dunque, il mercato ha parlato, e a meno di non sperare in un’inversione di tendenza, per cui certamente servono tempi lunghi, qualcosa bisogna fare. Che non significa servire i Baroli presi dal freezer, ma magari rivedere leggermente le temperature di servizio, e dare una nuova vita ai nostri vini rossi, di qualsiasi tipologia. Il dibattito è aperto.