Insetti sulle tavole italiane? Non proprio

Insetti: ci toccherà davvero mangiarli?

No, non è una delle piaghe d’Egitto: l’ultimo tormentone settimanale (dopo la carne cancerogena e il caffè fortemente indiziato), è il turno degli insetti sulle tavole degli Europei. Dopo una degustazione in terra Expo, la Commissione Europea ci mette lo zampino. Vediamo un po’ di fare il punto della situazione.

Titoloni a parte, la questione “novel food” (cioè cibi di recente introduzione nell’alimentazione dell’Unione Europea) è vecchia di quasi 18 anni. Il novel food include, tra le altre cose, anche gli OGM, quelli ottenuti grazie a colture di lieviti, funghi e alghe. Cibi insoliti, insomma.

Come spiega oggi Il Post, la normativa, aggiornata e semplificata proprio lo scorso 28 ottobre, regola l’introduzione di cibi esotici all’interno del continente blustellato.

Allo stato attuale, è prevista una lunga procedura di importazione del prodotto, che deve attraversare diversi stadi di approvazione anche da parte di organi indipendenti dallo Stato, da ultima l’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, un’agenzia dell’Unione Europea con sede a Parma che si occupa di consulenza su questioni alimentari

Dati i tempi lunghi, è abbastanza improbabile che, nel breve termine, qualche azienda si accolli l’onere di portare da queste parti insetti di qualche tipo.

In ogni caso, ciascun Paese si comporta un po’ a piacere: ad esempio, in Olanda, Regno Unito e Belgio sono permesse le vendite di alcuni prodotti derivati da lavorazione di insetti. In una guerra fraticida con la carne più classica, i parenti pieni di zampette ne escono vincitori a livello nutrizionale.

Probabilmente un giorno accanto al petto di pollo, troveremo zampe di cavallette nel banco frigo. Per il momento, l’invasione delle ultracavallette è lontana (e a molti non dispiace.)

[Crediti | Link: Dissapore, Il post, La Stampa]

Nunzia Clemente Nunzia Clemente

30 Ottobre 2015

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